Quando l’assicurazione auto non basta: come tutelare la propria casa?

assicurazione auto

Scegliere una buona assicurazione auto va bene, ma bisogna anche proteggere la casa da eventi naturali disastrosi: le assicurazioni casa però sono poco note…

Quando si acquista un nuovo veicolo, uno dei primi impegni che ci attendono è quello di trovare una polizza vantaggiosa per evitare di circolare senza la giusta protezione, per individuare il prodotto più in linea con le nostre necessità possiamo mettere le assicurazioni auto più convenienti a confronto così da trovare in pochi minuti la soluzione ottimale.

A differenza dalle polizze Rca, le assicurazioni per le abitazioni presenti sul mercato sono ancora poco conosciute o semplicemente poco prese in considerazione. Si tratta di una trascuratezza che però rischiamo di pagar cara in caso di eventi catastrofici naturali o altre disgrazie. Proteggere la casa in cui viviamo infatti è fondamentale, come non perde occasione di sottolineare anche Roberto Manzato, il direttore generale dell’Ania: il nostro Paese fra le altre cose risulta uno dei più a rischio in Europa per calamità naturali secondo Lloyds, rientrando nella top three al secondo posto per rischio sismico e nella top ten al sesto posto per quanto riguarda il pericolo di inondazioni.

Se la nostra scarsa attenzione al problema può essere imputata alla paura di pagare troppo, per evitare di spendere cifre esorbitanti, si possono confrontare su appositi portali online le offerte di Generali e quelle di altre compagnie per scoprire come proteggersi e allo stesso tempo non minare i propri risparmi.

L’ultimo evento in Sardegna dovrebbe farci pensare, pur essendo solo l’ultimo in termini di tempo: dalla fine della Seconda Guerra Mondiale infatti i danni per terremoti sono stati stimati attorno a una cifra pari a 250 milioni di euro. Così forse lo Stato dovrebbe intervenire, per promuovere al cittadino disattento le assicurazioni sulla casa, ancora a un livello di stipulazione troppo basso per i rischi che abbiamo appena visto insieme.

Se infatti i Paesi europei come la Spagna, il Belgio, la Turchia, la Gran Bretagna e ancora la Danimarca, l’Ungheria e la Francia hanno fissato delle regole e delle norme atte a rendere obbligatoria la stipulazione di un’assicurazione sulla casa, perché l’Italia continua a “non voler vedere”, nonostante anche la Commissione Europea abbia ritenuto necessario stilare un Libro Verde sulle assicurazioni conto le calamità?

Chiedendo a Manzato il motivo per cui le polizze assicurative sulla casa non ingranino, una delle risposte riguarda l’azione dello Stato, che andrebbe a risarcire il cittadino colpito dall’evento, indistintamente: questo comportamento però non andrebbe ad aiutare il resto del Paese, la cui fiscalità in questo periodo è già abbastanza in crisi. Inoltre, ovviamente, se il cittadino sa che prima o poi verrà risarcito dallo Stato, non stipulerà mai per conto proprio una polizza che lo protegga dal rischio.

Una proposta di intervento era stata avanzata già dal governo Monti prima del terremoto in Emilia Romagna: nella bozza del dl 59/2012 infatti si parlava della possibilità di rendere obbligatoria per ogni cittadino privato la stipulazione di una polizza sulla casa. Una proposta che però è scomparsa in quello che oggi è il testo definitivo.

Per Manzato, l’intervento dello Stato è necessario, sebbene egli ritenga che debba avvenire comunque in accordo con enti e compagnie assicurative, che di certo non riescono, in caso di gravi calamità, a farsi carico da sole del peso del risarcimento.

Parlando di compagnie assicurative fra l’altro si apre un altro capitolo spinoso della vicenda: per evitare di andare a coprire tutta la cifra del risarcimento da sole, queste si esimerebbero dall’assicurare alcuni territori a forte rischio. Un problema davvero grave e più frequente di quanto si pensi.

E allora cosa fare? Le polizze casa dovrebbero in ogni caso essere obbligatorie (così come lo sono quelle per l’auto oggi) e bisognerà regolamentare i premi. Altra azione dello Stato poi dovrebbe esser quella di andare a sostenere le compagnie, fungendo da assicuratore in ultima istanza.

Da non sottovalutare infine anche il potere della comunicazione, che dovrebbe agire in termini di sensibilizzazione del privato cittadino: bisognerà incrementare in lui la percezione dei rischi derivanti dalle calamità, portarlo a conoscenza di dati e stime, altrimenti a lui non disponibili.

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