Rai, Altroconsumo chiede abolizione canone per una riforma strutturale

Sprechi, inefficienze e disservizi interessano la Rai ormai da tempo e non basterà certo il taglio di 150 milioni di euro, ipotizzato dal Governo Renzi, per restituire ai cittadini una televisione migliore. Altroconsumo sottolinea la necessità di una riforma strutturale più coraggiosa e chiede al Premier Matteo Renzi di firmare la petizione che vuole abolire il canone Rai. L’Associazione propone, nell’interesse dei cittadini, un pacchetto di riforme strutturali serio e sostenibile, attraverso alcuni interventi.

 

  1. Abolizione del canone, che significherebbe restituire oltre 100 euro ogni anno alle famiglie italiane, eliminando al contempo la pressione della politica che opprime il servizio pubblico radiotelevisivo.
  2. Mantenimento di un solo canale di servizio pubblico che, indipendente e senza pubblicità, sarà chiamato a dare informazioni di qualità.
  3. Privatizzazione degli altri canali Rai, consentendo allo Stato anche di fare cassa.
  4. Possibilità di fissare obblighi di servizio pubblico a carico delle altre reti private: lo Stato mette infatti a disposizione degli operatori privati le frequenze, permettendo loro di guadagnare attraverso la pubblicità e la pay tv e, a fronte di questo, a tali operatori potrebbe essere chiesto il rispetto di alcuni obblighi di servizio pubblico.
  5. Abolizione della Commissione parlamentare di vigilanza, che non avrebbe più alcun significato. Questo contribuirebbe a eliminare la pressione della politica sull’informazione televisiva.
  6. Potenziamento dell’Antitrust e riforma dell’Agcom: per evitare che la privatizzazione non abbia effetti negativi sulla pluralità dell’informazione occorre potenziare l’operatività dell’Antitrust in questo settore, a garanzia di una corretta ed efficiente concorrenza che produca benefici per i consumatori.

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