Rifiuti, Cittadinanzattiva: tariffe alte e qualità scadente

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Nei capoluoghi di provincia italiani le  famiglie hanno pagato, per la Tari,  290 euro in un anno.  Rispetto alla Tares del 2013 l’aumento medio è stato cospicuo, circa del 3,6%. Dal 2012 al 2014 l’aumento è stato addirittura  del 16%. A rilevare l’entità della “batosta” è stata Cittadinanzattiva che, per il settimo anno consecutivo, ha condotto un’indagine sui costi  sostenuti dai cittadini per lo smaltimento dei rifiuti  nel corso del 2014, prendendo come riferimento una famiglia tipo composta da 3 persone, con un reddito lordo complessivo di 44.200 euro ed una casa di proprietà di 100 metri quadri.

Tra le regioni meno onerose c’è  il Molise, con i suoi 199 euro, seguono Marche (€ 215) e Basilicata (€ 221), mentre tra le regioni del sud più care ci sono la Sardegna (€ 370) e la Sicilia (€374). La maglia nera spetta però  alla Campania, che si attesta al primo posto con i suoi 423 euro. Facendo una suddivisione dei dati per area geografica si rileva dunque una spesa ingente al Sud (€333), dove l’aumento rispetto al 2013 è stato del 5% (+24% rispetto al 2012); seguono le regioni centrali (€292) con un aumento dell’6,2% rispetto al 2013 (+18% rispetto al 2012) ed infine le aree settentrionali (€252) con un +1,6% rispetto al 2013 (+7,7% rispetto al 2012). In base all’analisi condotta dall’Osservatorio, le 10 città che si caratterizzano per una spesa annua più elevata sono prevalentemente al sud, la più cara è Cagliari (€ 533), mentre quelle che si caratterizzano per una spesa maggiormente contenuta sono soprattutto al  Nord, al primo posto c’è Cremona con i suoi 137 euro. La principale variazione in un anno si registra invece a Enna, con un aumento del 47 %.

“I consumatori italiani continuano ancora a subire, principalmente dal punto di vista dei costi, una gestione non armonizzata del servizio, la mancanza di adeguate forme di tutela e soprattutto un mancato miglioramento della qualità del servizio stesso”, ha dichiarato Tina Napoli, coordinatrice delle politiche dei consumatori di Cittadinanzattiva. “Continuiamo a chiedere, da 5 anni, l’applicazione del comma 461, art.2 legge finanziaria 2008, che prevede il coinvolgimento degli utenti nella valutazione e nella definizione del servizio,il coinvolgimento nella governance di un processo estremamente complesso, in cui il cambiamento culturale ci potrà essere soltanto con l’attivazione di tutti i soggetti: cittadini, aziende ed istituzioni”.

“Cittadinanzattiva, con la adesione alla campagna Rifiuti Zero e la promozione di alleanze con istituzioni e movimenti associativi, continuerà ad impegnarsi affinché il cambiamento auspicato avvenga in tempi rapidi”, ha concluso Napoli, “sia tramite la responsabilizzazione del singolo cittadino negli abituali comportamenti di consumo e di smaltimento dei rifiuti, con la consapevolezza che ogni singolo comportamento ha un impatto nella propria comunità, sia tramite la responsabilizzazione delle istituzioni nell’applicazione del principio comunitario chi più inquina più paga, come da raccomandazione Ocse.”

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