Servizi non richiesti, le dritte di Altroconsumo

Euro in mano

Si nascondono dietro nomi ogni volta diversi. Compaiono in bolletta in mezzo al resto dei costi, cercando di camuffarsi tra le altre voci. Sono i servizi non richiesti. Sono molte le segnalazioni che quotidianamente riceve Altroconsumo da parte di consumatori che si sono visti addebitare cifre enormi in bolletta senza un apparente motivo.

Il motivo, invece, si nasconde dietro ai link che accidentalmente si cliccano mentre si naviga in internet con lo smartphone. Altroconsumo ricorda, pertanto, che durante la navigazione è meglio fare attenzione:

  • evita di cliccare sui banner pubblicitari e stai attento a non sfiorarli neppure per sbaglio, se non vuoi attivare il relativo abbonamento.
  • Tieni sempre monitorato il tuo credito e, se ti accorgi di qualche addebito sospetto, contatta il tuo operatore. Chiama immediatamente il call center e richiedi la disattivazione immediata del servizio.
  • A questa telefonata, fai seguire un reclamo scritto, indirizzato alla compagnia telefonica, ribadendo la volontà di disattivare il servizio non richiesto e chiedendo la restituzione di quanto indebitamente sottratto.

Se l’operatore non risponde entro 40 giorni o se risponde negativamente, Altroconsumo ricorda ai consumatori che è possibile rivolgersi alla sua assistenza legale dedicata ai soci, per avviare una procedura di conciliazione. In alternativa, si può contattare il comitato regionale per le comunicazioni della tua Regione (Co.Re.Com.).

La buona notizia, infine, è che dal 14 giugno l’Antitrust tornerà a occuparsi di pubblicità ingannevole e pratiche commerciali scorrette secondo quanto deciso da un decreto della Presidenza del Consiglio, a febbraio, che recepisce la direttiva europea 2011/83/UE sui nuovi diritti dei consumatori. Il primo agosto scorso questa competenza era passata all’Agcom (dopo una sentenza del Tar del Lazio) e il cambio si era tradotto in una serie di lungaggini nell’attività di vigilanza e una certa incertezza del diritto in un settore in cui l’Antitrust aveva comminato molte multe.

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