Sfatiamo cinque false credenze sulla lavatrice

È vero che i programmi più brevi consumano meno o che bisogna sempre separare bianchi e colorati? Attorno alla lavatrice ruotano diverse false credenze. Cerchiamo di fare chiarezza sfatando le cinque più diffuse.

Falsi miti? No grazie 

Ma una volta che hai acquistato la lavatrice che fa al caso tuo, sei sicuro di saperla usare al meglio e di non cascare anche tu nelle più comuni false credenze su questo elettrodomestico?.  

  • I lavaggi con centrifuga a più alti giri danno risultati migliori. No. I nostri test dimostrano che le prestazioni della lavatrice, ad eccezione ovviamente della rimozione di acqua, non dipendono dalla velocità della centrifuga. Dimotrano anche che lavatrici di medio carico (7-8 kg) e centrifughe 1.000, 1.200 giri al minuto danno le migliori prestazioni di lavaggio. Questo nonostante i produttori cerchino sempre nuove tecnologie per aumentare capienza e velocità di centrifuga.
  • Per tenere la lavatrice in buono stato, è bene usare un prodotto anticalcare. Falso. Non ci sono prove che sia il calcare a ridurre la vita della lavatrice. L’aggiunta di un anticalcare a ogni bucato è consigliabile solo se l’acqua è molto dura (più di 30°F), se si lava spesso ad alte temperature (almeno 60°C) e se si usano spesso detersivi in polvere. Lavando a 30° – 40° C, l’uso di un additivo a ogni lavaggio è superfluo. Inoltre, tutti i detersivi liquidi contengono già una piccola quantità di anticalcare, sufficiente per la prevenzione ordinaria delle incrostazioni.
  • I programmi più brevi consumano meno. No. In lavatrice come in lavastoviglie sono quattro i fattori che determinano la rimozione delle macchie:  temperatura, azione meccanica, detersivo e tempo di lavaggio. Solitamente i programmi più lunghi sono quelli che usano meno acqua o temperature più basse. I programmi ecologici in generale hanno durata più lunga. Attenzione: esistono alcuni programmi brevi che consumano effettivamente meno acqua e corrente, in quanto pensati per lavare capi poco sporchi o solo per rinfrescare capi usati poco. Controlla il libretto delle istruzioni.
  • Più detersivo metto più il bucato viene pulito. E l’ammorbidente è indispensabile per rendere gli indumenti più morbidi. Falso. La dose di detersivo indicata dal produttore è studiata per eliminare tutti i tipi di sporco. Anche una minore dà risultati soddisfacenti. Aumentare la dose di detersivo, al contrario, può lasciare sui tessuti aloni e residui che possono provocare allergie, oltre ad avere un impatto ambientale negativo. Meglio pretrattare le singole macchie con un po’ di sapone o con uno smacchiatore prima di avviare il lavaggio. In genere, l’ammorbidente viene aggiunto per rendere il bucato più profumato e per facilitare la stiratura dei capi. In realtà non è indispensabile. Per rendere i tessuti più morbidi al tatto, prova a lavare a temperature più basse e a stirare i capi quando sono ancora un po’ umidi.
  • È sempre indispensabile separare bianchi e colorati. No. Non tutti i capi colorati, infatti, perdono colore, soprattutto se lavati a basse temperature (30° – 40° C). Bisogna però avere alcuni accorgimenti. Al primo lavaggio meglio non mischiare i capi nuovi, soprattutto quelli rossi. Gli indumenti neri vanno lavati da soli e in acqua fredda. Infine, attenzione ai capi di artigianato esotico in fibre naturali (seta, cotone, lino) e colorati di scuro: possono perdere colore.

Fonte: altroconsumo

 

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