Sicurezza alimentare, Adiconsum: non bastano le etichette

Come avere la garanzia che un alimento è sicuro? Come orientarsi di fronte alla marea di informazioni che arrivano al consumatore, spesso con toni allarmistici che non permettono una corretta comprensione dei fatti? Non basta leggere le etichette, dice Adiconsum: servono programmi alimentari di ampio respiro che coinvolgano tutti, dai consumatori ai produttori, da preparatori ai distributori.

L’ultimo caso che ha creato non poca preoccupazione è l’allarme arrivato sul consumo delle carni lavorate e delle carni rosse. Ne è seguito un ampio dibattito e la generale rivendicazione della bontà della dieta mediterranea. Dice il presidente nazionale di Adiconsum Pietro Giordano: “La sicurezza degli alimenti non è solo un problema di correttezza delle etichette . L’etichetta è sì uno strumento prezioso per il consumatore, ma non è tutto. Perseguire la sicurezza alimentare – prosegue Giordanoè una sfida e un impegno che non si conduce a compartimenti stagni. Occorrono, a nostro avviso, campagne di educazione alimentare che vedano il coinvolgimento di tutti gli stakeholders, dai consumatori ai produttori, ai preparatori ai distributori ai venditori ai somministratori degli alimenti”-

“In particolare, in relazione agli allarmismi di questi giorni sulle carni rosse – continua Giordano –  vogliamo richiamare l’attenzione sull’importanza della nostra dieta mediterranea, che vede privilegiare alimenti di origine vegetale, quali cereali e derivati, frutta, verdure, ortaggi,  olio d’oliva ed anche la pasta, alimenti di grande importanza per la nostra salute, purché di qualità e consumati nelle giuste quantità”. L’associazione ha dato il via in questi giorni al progetto “Una sana alimentazione”, una campagna di informazione e formazione sulla dieta mediterranea, con particolare riferimento alla pasta, ritenuta ingiustamente responsabile di far perdere il peso-forma, in collaborazione con la De Cecco, che prevede una serie di incontri con gli studenti degli istituti alberghieri d’Italia, con i loro docenti e i loro genitori.

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