Stalking e violenza contro le donne, oggi la Giornata mondiale per dire basta

donna ammnesti

Stalking e femminicidio, due facce di un fenomeno ancora troppo diffuso: oggi, 25 novembre, in tutto il mondo si celebra la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. L’Eurispes ha realizzato un’indagine sullo stalking e sulle nuove forme che questo fenomeno ha trovato con la complicità delle nuove tecnologie. Alla domanda diretta “ti è capitato di essere vittima di stalking” il 9,9% ha risposto di sì (percentuale che proiettata sulla popolazione di maggiorenni è pari a 5 milioni di persone) e di questi la componente femminile rappresenta il 64%. Ma se la domanda è indiretta, ovvero “conosci qualcuno rimasto vittima di stalking” la percentuale aumenta fino al 20,9%. Questo significa che 2 intervistati su 5 hanno avuto conoscenza, anche se indiretta, di casi di stalking.

Questi risultati dimostrano che, anche se sta crescendo la consapevolezza delle donne rispetto al tema della violenza sia fisica sia psicologica, denunciare non è facile. E infatti nella maggior parte dei casi il reato non viene denunciato. Il Ministero dell’Interno ha reso noto che, dall’entrata in vigore della legge 38/2009 al luglio 2014, sono state 51.079 le denunce per stalking, nel 77,56% ad esserne vittima è stata una donna. Nell’ultimo anno, dal 1° agosto 2013 al 31 luglio 2014, il numero delle denunce è stato pari a 10.703 (nel 78% dei casi le vittime sono le donne), con un andamento in crescita rispetto all’anno precedente (9.116 denunce, di cui il 77,3% effettuate da donne). Gli ammonimenti del questore sono stati 1.125, gli allontanamenti 189, i divieti di avvicinamento 5.890.

Purtroppo la maggior parte delle persone sottovalutano l’importanza di molti episodi, magari per la fiducia che ripongono nell’autore di certi gesti, scambiandoli per un eccesso di interesse; così come va posta l’attenzione sulla scarsa “attitudine” a denunciare le persecuzioni. Se nello svolgimento, la storia ha diverse sfumature tutte plausibili e più o meno dolorose e compromettenti, il finale, invece, potrebbe avere, come spesso capita, un epilogo drammatico. Soprattutto in ambito familiare, come testimoniano i dati del Ministero dell’Interno che rilevano (luglio 2013-agosto 2014) 153 casi di omicidio volontario in ambito familiare, dove a rischio sono le relazioni di coppia, messe in discussione spesso da una separazione.

Dallo stalking al femminicidio il passo è facile? Se questi due fenomeni siano due facce della stessa medaglia non è possibile stabilirlo aprioristicamente, dal momento che sono molte le variabili, misurabili e non, da dover osservare. Vero è che molti dei fatti di cronaca parlano di tragedie annunciate, di storie di donne che non avevo dato seguito ad atteggiamenti persecutori subiti o che invece li avevano denunciati con forza, ma sono rimaste inascoltate.

“I cambiamenti profondi che hanno stravolto le relazioni tra gli individui nella nostra società e l’uso massiccio di tecnologie nella vita di ogni giorno – sottolinea l’avv. Andrea Catizone, Direttrice dell’Osservatorio sulle Famiglie dell’Eurispes – non sempre hanno prodotto fenomeni controllabili o virtuosi. Il forte individualismo e l’assenza di un sentire comune sono alla base di fenomeni sociali in cui ciascuno si costruisce le proprie regole e in cui ognuno si sente legittimato a soddisfare i propri desideri, le proprie passioni e anche le proprie patologie o perversioni anche attraverso l’annientamento del prossimo. Questa logica autoritaria e padronale è alla base del fenomeno dello stalking in cui un soggetto, la maggior parte maschile, non potendo sottomettere un’altra persona, decide di condizionarne l’esistenza mettendo in essere atti che compromettono pesantemente il suo normale svolgimento. Il rapporto familiare, o il legame sentimentale alla base del rapporto tra lo stalker e la vittima spesso costituiscono un vero e proprio ostacolo alle possibili denunce da parte di quest’ultima. A ciò si aggiunga l’assenza di misure adeguate e immediate che tutelino le vittime successivamente alla denuncia presso le Autorità competenti. Occorre dunque – prosegue la Direttrice dell’Osservatorio Famiglie –combattere lo stalking perseguendo diverse strade. Certamente una grande campagna di sensibilizzazione che faccia comprendere a chiunque quali sono i comportamenti inquadrabili nella fattispecie dello stalking fornendo gli strumenti per individuare il limite di accettazione di atti persecutori provenienti dai familiari, parenti o anche colleghi di lavoro. Ma serve anche un grande impegno da parte dello Stato nel predisporre misure adeguate a proteggere le donne che hanno il coraggio di denunciare lo stalker anche per non pregiudicare ulteriormente una situazione di per sé assai precaria”.

“Servono più politiche di prevenzione e contrasto alla violenza sulle donne, ma anche sostegno alle imprenditrici agricole che vivono e lavorano nelle aree rurali. Confagricoltura Donna sarà presente anche quest’anno in molte piazze italiane per la Giornata Internazionale contro la Violenza alle Donne per proporre, in cambio di un’offerta libera, le clementine di Calabria Igp, ormai diventate simbolo dell’antiviolenza di genere”. Lo ha detto Marina Di Muzio, presidente di Confagricoltura Donna annunciando l’iniziativa dell’associazione, che riunisce le imprenditrici di Confagricoltura. Sono 1500 i chili di clementine Igp che verranno distribuiti in 6 piazze (il 15-16 ad Asti, il 22 ad Albenga in provincia di Savona, il 25 a Milano e a Cosenza, il 30 a Perugia e a Bologna) offerti dalle imprenditrici di Confagricoltura Donna Calabria e partiti dalla Piana di Sibari in ricordo di Fabiana Luzzi, giovane studentessa di Corigliano Calabro, massacrata dall’ex fidanzato in un agrumeto della cittadina ionica.

L’agrume, coltivato nelle Piane di Sibari, di Lamezia e di Gioia Tauro è un frutto dolce, prelibato e senza semi, dal colore intenso e dalla tipica polpa dolce e succosa, Il ricavato sarà devoluto ai centri antiviolenza D.i.Re (Donne in Rete contro la violenza). Quest’anno la collaborazione con il Dipartimento di Farmacia e Scienze della Salute e della Nutrizione dell’Università della Calabria permetterà di valorizzare anche le proprietà di prevenire malattie e curative delle clementine di Calabria.

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