Supermercati, Altroconsumo: il risparmio è possibile

Quando si fa la spesa la differenza spesso non è solo nella marca ma anche nel punto vendita: la stessa bottiglia d’acqua può costare da 20 a 55 centesimi a seconda del supermercato scelto (con un aumento di prezzo del 175%), lo stesso pacco di spaghetti può costare 50 centesimi in un ipermercato e 89 centesimi in un altro, portando a spendere l’88% in più. Sono solo due degli esempi riportati da Altroconsumo nella sua indagine annuale su supermercati, iper e hard discount in 68 città italiane.

Nell’inchiesta l’associazione ha esaminato 1.083.983 prezzi su 105 categorie di prodotti (spesa alimentare freschi e confezionati, prodotti per l’igiene personale e per la casa) presso 885 punti vendita visitati. Emerge che “quest’anno, a seconda dei tipi di spesa, Emisfero, catena di super diffusa nel nordest, si aggiudica il titolo di “Supermercato più conveniente d’Italia” per i prodotti di marca; Iper quello di “Marca commerciale più conveniente”; Eurospin quello di “Hard discount più conveniente” – afferma l’associazione – Nel giro d’Italia della convenienza, a fronte di una spesa media (dati Istat) di 6350 euro all’anno per famiglia tipo, a Verona è possibile ottenere il risparmio più consistente: scegliendo i punti vendita più interessanti in un anno in media si abbatte la soglia dei 6000 euro – nessun’altra grande città in Italia offre di più. Seguono Arezzo, Firenze, Pistoia e Pisa – Toscana la regione più virtuosa tra tutte. In fondo alla classifica Palermo, Ascoli Piceno, Pescara e Aosta, dove la spesa costa 600 euro in più della media nazionale”.

La mappa regionale del risparmio dice che, a fronte di una spesa media 6350 euro l’anno, le regioni dove il carrello di marca è meno caro sono Piemonte, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Umbria e Puglia. La differenza sta nella presenza o meno di concorrenza, spiega Altroconsumo: “Dove non c’è dinamica concorrenziale i prezzi si allineano verso l’alto e lì stanno. Dove invece si fronteggiano insegne a suon di sconti chi vince è il consumatore e il suo portafogli ci guadagna: a Pordenone, Torino o Cuneo, e anche Napoli, il delta del risparmio supera i mille euro. Al contrario, scarse possibilità a Reggio Calabria e Caserta: solo 150 euro di differenza tra punti vendita più e meno cari”.

C’è un margine di risparmio in ogni caso, spiega l’associazione, sia che si scelgano prodotti di marca sia che si preferisca l’hard discount: da un punto vendita all’altro gli esperti dell’organizzazione di consumatori hanno rilevato su uno stesso prodotto di marca differenze del +175% (un’acqua gassata) o di +122% (un olio extravergine).

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