Tasi, il 16 dicembre l’ultimo atto

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Il 16 dicembre scade il termine per il pagamento del conguaglio della Tasi. E mentre si discute del futuro della tassazione sulla casa – se mantenere intatto l’attuale regime o prevedere una local tax, Federconsumatori sottolinea nuovamente l’iniquità dell’attuale Tasi e lancia l’allarme: se dovesse rimanere l’attuale situazione l’aliquota Tasi nel 2015 potrà salire fino alla soglia del 6 per mille (per la prima casa): sarebbe un vero e proprio disastro per i bilanci di milioni di famiglie italiane, che già quest’anno hanno avuto difficoltà a sostenere i costi di tale imposta.

Secondo i calcoli elaborati dal C.R.E.E.F. – Centro Ricerche Economiche, Educazione e Formazione della Federconsumatori, l’imposta nel 2014 costerà ben più dell’IMU 2012 per quanto riguarda la prima casa, mentre si registra un leggero calo per le seconde case (-5,36%) rispetto all’IMU 2013.

Nel dettaglio, prendendo in considerazione un appartamento di 100 metri quadri abitato da una famiglia di tre persone (coppia con un figlio di età inferiori a 18 anni) categoria catastale A2 classe 3, per quanto riguarda la prima casa, l’aumento rispetto all’IMU 2012 è del +19,16%, pari a +44,85 Euro.

Nelle 110 città capoluogo di provincia analizzate dall’indagine aliquota media per la Tasi sulla prima casa risulta pari al 2,51 per mille. Ben 1/3 dei comuni ha deciso di applicare l’aliquota massima al 3,3 per mille.

Altro aspetto da non sottovalutare è quello delle detrazioni: tra i comuni analizzati 86 ne applicano, i restanti 24 invece non permettono ai cittadini di usufruire di alcuna detrazione.

Sul fronte delle delibere (sia per quanto riguarda le detrazioni che le aliquote), in pratica, si è scatenato il caos più totale: c’è chi ha adottato più di un’aliquota percentuale per determinare la TASI 2014 (è il caso di 8 città: Alessandria, Cagliari, Chieti, Lucca, Terni, Trieste, Verbania e Vicenza), c’è chi ha usato scaglioni decrescenti all’aumentare della rendita catastale dell’immobile, chi ha usato una detrazione fissa, chi ha applicato detrazioni in base all’ISEE, chi in base all’anzianità dei contribuenti e delle fasce sociali deboli.

“È evidente, quindi, la necessità di reintrodurre e rendere obbligatorie le detrazioni per gli immobili di basso valore catastale, di introdurre nuovamente agevolazioni per i nuclei familiari in forte difficoltà economica e sociale, nonché agevolare il calcolo, che deve risultare semplice ed eseguibile da tutti i cittadini.

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