Tasi, no grazie: i Comuni che non la pagheranno grazie al fotovoltaico

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l fotovoltaico fa bene all’ambiente, permettendo di avere a disposizione energia elettrica grazie al sole. Ma fa bene anche al portafogli. Lo hanno capito alcuni Comuni italiani, che scegliendo e investendo su questa fonte di energia rinnovabile hanno fatto un regalo ai loro cittadini: qui la Tasi non si paga.

Introdotta dalle legge di stabilità 2014, la Tasi è la Tassa sui Servizi Indivisibili e riguarda i servizi comunali rivolti alla collettività, come la manutenzione stradale o l’illuminazione comunale.

Mentre incombe sulla maggior parte dei cittadini italiani la famigerata data del 16 ottobre (a pagare da quella data saranno 5220 Comuni), in Calabria la lungimiranza di alcuni Sindaci ha tolto questo peso dalle già provate tasche degli abitanti.

I due fortunati sono San Lorenzo del Vallo e San Lorenzo Bellizzi, due comuni della provincia di Cosenza. Qui si è riusciti a non gravare sui cittadini anche con la Tasi proprio grazie agli investimenti effettuati nel settore del fotovoltaico qualche anno addietro.

A San Lorenzo Bellizzi il sindaco 2 anni fa, ha deciso di beneficiare degli incentivi forniti dal Quinto Conto Energia per realizzare 3 impianti da 13 MW in terreni situati a Corigliano Calabro, Cassano allo Ionio e Francavilla Marittima, dove si poteva utilizzare l’autorizzazione per il fotovoltaico su serra.

Ciò ha permesso alle casse comunali di risparmiare ben 90 mila euro all’anno. Quegli stessi soldi che oggi hanno permesso al sindaco di aggirare lo scoglio Tasi, azzerandolo.

Degno di nota anche l’esempio di Casalenda, in provincia di Campobasso. Anche qui la Tasi non verrà pagata grazie a un intervento di razionalizzazione della spesa. Niente Tasi neanche a Positano dove, secondo il sindaco De Lucia “i cittadini vanno tutelati e non ingannati, occorre governare con trasparenza, la strada giusta non è quella di soffocare i cittadini di tasse, la prima casa è un bene sacro”.

Non è la prima volta che le rinnovabili aiutano a portare il peso delle tasse. Era accaduto qualche anno fa anche in Sardegna, dove il Comune di Tula aveva azzerato l’Imu grazie all’energia prodotta dall’eolico.

Al momento si tratta di esempi virtuosi portati avanti da amministrazioni locali lungimiranti molto più del Governo centrale se si pensa che, al contrario, nel resto d’Italia chi ha puntato sul fotovoltaico pagherà più tasse.  La famigerata circolare n. 36/E del 19 dicembre 2013 dell’Agenzia delle Entrate,  e il decreto che ha introdotto il cosiddetto Spalma incentivi, hanno penalizzato ulteriormente i cittadini che hanno scelto l’autoconsumo. La norma infatti introduce alcune novità sul trattamento fiscale degli impianti fotovoltaici. Coloro che hanno scelto di produrre da soli l’energia necessaria al proprio fabbisogno, dovranno vedersela in alcuni casi con l’aumento della rendita catastale degli immobili e la conseguente tassa sulla casa.

Una vera e propria contraddizione, se non una beffa da parte dello Stato, che penalizza chi più di tutti ha creduto nel solare.

Francesca Mancuso

Fonte: greenme.it

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