Tassa rifiuti. Federconsumatori: a fine anno bilanci familiari schiacciati dai rincari

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“Siamo in un periodo di forte recessione con una consistenza riduzione dei consumi ma continuiamo a trovare rincari tariffari indecenti che per di più gravano anche sulle famiglie meno abbienti”. Appare fortemente indignato Rosario Trafiletti, Presidente di Federconsumatori, mentre commenta i dati dell’ottava indagine nazionale sulla tassa dei rifiuti presentata questa mattina alla stampa. L’evoluzione della tassa sui rifiuti, dalla Tarsu alla Tia e poi dalla Tares alla Tari, appare molto tormentata.

La Tari, nuova denominazione che descrive nella sostanza la stessa imposta della Tares del 2013, comporterà una spesa media nazionale di 284 euro, con punte che toccano quota 532 euro a Cagliari, 502 a Siracusa e 496 a Reggio Calabria. Ad abbassare la media ci sono città come Cremona, dove i contribuenti pagheranno in media 136 euro, Udine (161 euro), Brescia e Belluno (175 euro).

“Se si osserva il quadriennio 2010-2014”, dice Mauro Zanini, vice presidente di Federconsumatori, “per una casa di 100 metri quadri abitata da una famiglia di 3 persone si è avuto un aumento del 21,96%, cioè 51 euro in più. Inoltre, prendendo in considerazione solo Tares e Tari, l’incremento nell’arco di 12 mesi è stato di 6 euro”. Quali saranno dunque le conseguenze per le famiglie è evidente: “alla fine dell’anno le famiglie si troveranno a dover sopportare una pressione fortissima sui loro bilanci”, spiega Zanini.

Il motivo principale è dovuto al ritardo con il quale 91 dei 106 comuni italiani hanno approvato i regolamenti e le tabelle della nuova Tari che ha reso del tutto vana la possibilità di frazionare in due rate il pagamento dell’imposta. A dicembre, infatti, la seconda rata della Tari andrà a cumularsi con Tasi, Imu e addizionale Irpef.

Sul fronte delle possibili riduzioni, esenzioni o agevolazioni, il 98% dei regolamenti esaminati nell’indagine di Federconsumatori li prevede. Le delibere dei comuni infatti prevedono riduzioni dal 10% fino al 50-70% dell’ammontare, fino alla completa esenzione calcolate a partire dall’Isee o sulla base del minimo Inps. Le agevolazioni più applicate sono quelle per le famiglie a basso reddito (68%, contro il 60% dello scorso anno) e quelle per le famiglie mononucleari (31%), seguono poi quelle per famiglie con disabili o invalidi civili a carico (16%) e per i cittadini in cassa integrazione o in mobilità (9%). Un elemento di novità sono le agevolazioni che incentivano la raccolta differenziata, applicate dal 62% dei comuni. Tuttavia, anche per questo aspetto ci sono delle criticità da affrontare: “Federconsumatori”, dice Trafiletti, “chiederà ufficialmente che nella bolletta venga data una chiara indicazione sulla possibilità di avere delle agevolazioni, in base alle disposizioni ammesse dai comuni”. Un sostegno, almeno a livello informativo, per 5 milioni di famiglie con basso reddito che fino al 2013 non erano tenute a pagare alcuna tassa rifiuti.

di Elena Leoparco

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