Telemedicina, MDC traccia la mappa dei servizi sul territorio

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Migliorare le prestazioni sanitarie e ridurre i costi per offrire ai pazienti un maggiore controllo delle proprie cure senza limiti di tempo e spazi. Sono queste le direttive di base del Piano europeo “Sanitá elettronica 2012-2020” con le quali il sistema sanitario nazionale italiano sta fronteggiando avendo a che fare. La telemedicina, nel nostro Paese, é ancora una realtá a macchia di leopardo e manca totalmente di uniformitá sul territorio.

La situazione generale é stata messa in luce da una ricerca condotta da Movimento Difesa del Cittadino, nell’ambito del progetto “Consumatori 2.0- radicamento e intereattivitá”, realizzato da MDC, Assoutenti, Codacons, Confconsumatori e Unione Nazionale Consumatori e finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico.

L’indagine, presentata questa mattina nel corso del convegno “Internet e salute:telemedicina, l’innovazione nel serviziosanitario”, ha coinvolto 139 Asl e ha analizzato la possibilitá di disporre per via telematica di alcuni servizi come il cambio del medico curante, i referti, il pagamento online dei ticket, la cartella clinica elettronica, la possibilitá di prenotare o disdire le visite.

Gli esempi migliori sono concetrati prevalentemente al Nord, in regioni come l’Emilia Romagna, ad esempio, mentre al Centro la situazione appare appena sufficiente: i siti web sono poco aggiornati e i servizi disponibili in rete sono pochi. Decisamente insufficiente, invece, la dimensione che riguarda il Sud del Paese dove in molti casi le Asl non hanno un sito di riferimento o riportano unicamente informazioni di carattere descrittivo. Unica eccezione, la Puglia che ha predisposto siti e piattaforme online per diversi servizi sanitari.

“La telemedicina é destinata a ridisegnare vari aspetti della sanitá e della salute in generale”, puntualizza Mauro Grigioni dell’Istituto Superiore di Sanitá. “Oggi piú che mai, la tempestivitá é la parola d’ordine, ció che fa davvero la differenza in termini di efficienza ed efficacia nell’intervento ed é per questo che la si puó considerare come un fondamentale della valutazione della qualitá del servizio offerto ai cittadini”. Ricordiamo infatti che tra gli aspetti del Piano Sanitario Nazionale, rientra anche l’equitá dell’accesso alle prestazioni e in questo la telemedicine potrá apportare considerevoli miglioramenti.

Naturalmente sono molti i punti di debolezza su cui occorre intervenire, specifica Livia Zollo di MDC, responsabile del progetto: “Innanzitutto occorre potenziare l’accessibilitá alla rete a banda larga e ultra larga e parallelamente superare la percezione molto diffusa ancora che la telemedicine rappresenti un costo piuttosto che un investimento. Inoltre, sono particolarmente radicati dubbi sulla privacy delle informazioni e sulla reale accessibilitá dei servizi da parte degli anziani”.

Per contro, é innegabile che uno sviluppo di questa dimensione potrá portare a una maggiore qualitá del servizio a costi ridotti e al miglioramento della comunicazione medico-paziente, oltre che della semplificazione del lavoro degli addetti ai lavori. Casi di eccellenza a riguardo sono giá presenti sul territorio nazionale e ad esse é stato attribuito il premio “E-Health, Salute&Innovazione 2015”: si tratta del Centro Cardiologico Monzino, della Sis Consulting e Telecardiologia Alto Friuli, che si annoverano così tra le best practices di questa prima edizione.

di Elena Leoparco

Fonte: helpconsumatori.it

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