Timo

timo

Nota sin dall’antichita’ come pianta simbolo del coraggio. I cavalieri si cospargevano il corpo con olio di timo e le loro dame ricamavano rametti di timo sui loro indumenti. Il timo appartiene alla famiglia delle Laminacee e, come per la salvia, ne esistono differenti specie, anche se le piu’ note, o meglio le piu’ facilmente reperibili sui balconi o nei giardini, sono il Thymus Vulgaris L. – timo maggiore – e Thymus Serpyllum, le cui minuscole foglioline vengono spesso utilizzate in cucina.

Dello stesso Serpyllum esistono diverse specie e, in generale, in ognuna di quelle identificate – 17 in Italia – sono poi presenti numerose “varianti”. Questa pianta presenta un fusto legnoso e foglioline piccole, ovali, di varie gradazioni di verde ma anche grigio-argento e, in alcune specie, con il margine dorato. I fiori si raccolgono in spighe e vanno dal biancastro al cremisi, passando per svariate sfumature di rosa e lilla.

Questa graziosa piantina, che non raggiunge altezze superiori ai 20/30 cm, e’ originaria del Mediterraneo e cresce bene sia vicino al mare, sia in collina e un po’ piu’ in su’! Ama il terreno molto asciutto – anche pietroso e arido – ben drenato e leggermente alcalino. Si puo’ tranquillamente coltivare in vaso, basta assicurare alla pianta una buona esposizione al sole ed evitare ristagni d’acqua. Il timo e’ abbastanza resistente al freddo ma in inverno e’ preferibile potarlo ed eventualmente coprirlo con delle foglie per proteggerlo da eventuali gelate.

La profumazione del timo e’ molto piacevole e, a seconda delle specie, si possono rilevare sfumature differenti, dal limone al pino! Ma le sue profumatissime foglie nel passato non venivano utilizzate solo per aromatizzare i cibi ma anche per conservarli grazie alle sue proprieta’ antisettiche.
I rametti si raccolgono quando la pianta e’ in fiore, possibilmente nelle prime ore del pomeriggio, quindi vanno appesi in un luogo ombreggiato, non umido e ventilato. Una volta essiccati, si tolgono le foglioline con l’aiuto di una forchetta e si conservano in vasetti di vetro. Il timo si puo’ consumare anche fresco, ogni qual volta lo si desidera.


Utilizzato soprattutto per insaporire ripieni di carne, pollame e cacciagione, stufati, pesce, minestre ed omelette, va provato anche nelle insalate o con le verdure cotte. E perche’ no? Anche sulla pizza!
Oltre a favorire la digestione di cibi grassi, il timo e’ noto per le sue proprieta’ balsamiche, tossifughe, anticatarrali e combatte eventuali infiammazioni intestinali. Anche la pelle ne ricava beneficio grazie alle sue proprieta’ antisettiche. Una semplice tisana si puo’ preparare lasciando in infusione le foglioline di timo in acqua calda: ottimo digestivo e tonico!.

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