Tunisia e Grecia, partire o annullare il viaggio?

Si annuncia un’estate “calda” per chi ha prenotato viaggi in alcuni Paesi del Mediterraneo, a cominciare dalla Tunisia, colpita venerdì scorso da un terribile attentato che ha provocato decine di morti e feriti soprattutto tra i turisti. Cosa deve fare chi ha prenotato un viaggio in Tunisia? Innanzitutto consultare costantemente il sito della Farnesina www.viaggiaresicuri.it. Al momento il Ministero degli Esteri non sconsiglia di partire, ma raccomanda assoluta prudenza e di attenersi alle indicazioni delle autorità locali. Chi invece vuole cancellare il viaggio? 

Anche se la situazione è in continua evoluzione, ad oggi non c’è un’indicazione ufficiale del nostro Ministero degli Esteri che vieta di viaggiare in Tunisia. Per questo – spiega Altroconsumo – chi vuole cancellare il viaggio non può giustificare l’annullamento per causa di forza maggiore e quindi non può recedere dal contratto senza che l’applicazione di penali. Bisogna comunque monitorare continuamente il sito ufficiale del Ministero e se in queste ore dovesse cambiare la situazione, il Codice del Turismo prevede di:

  • usufruire di un altro pacchetto turistico di qualità equivalente o superiore senza supplemento di prezzo o di un pacchetto turistico qualitativamente inferiore previa restituzione della differenza del prezzo;
  • ottenere il rimborso entro 7 giorni lavorativi dalla data di cancellazione.

Vista la situazione i principali tour operator sono comunque propensi a offrire soluzioni alternative, quindi Altroconsumo consiglia di contattare l’agenzia o il tour operator e di provare a farsi sostituire il pacchetto vacanze acquistato o a farsi rimborsare la somma già pagata.

Chi decide di partire deve seguire le indicazioni delle autorità locali, registrando la vacanza nella sezione Dove siamo nel Mondo e alla sede diplomatica italiana a Tunisi, inviando un’e-mail all’indirizzo ambitalia.tunisi@esteri.it. Il Ministero raccomanda inoltre la massima cautela per quanto riguarda le escursioni all’interno del territorio tunisino: consiglia di affidarsi solo a tour operator professionali che rispettino le norme di sicurezza dettate dalle autorità competenti, partecipando in gruppi numerosi e non viaggiando di notte. In caso di urgente necessità contattare l’Ambasciata d’Italia a Tunisi allo 0021698301496 o la sala operativa dell’Unità di Crisi allo 0636225.

Secondo l’Unione Nazionale Consumatori gli avvisi della Farnesinasono troppo poco” visto che le Autorità di sicurezza tunisine hanno ulteriormente innalzato il livello di allerta terrorismo in tutto il Paese, in particolare nelle aree ad elevata presenza turistica. “Ha dell’incredibile l’avviso relativo a Sousse: si consiglia di evitare anche i sobborghi delle città di Sousse e Sfax”. “Dopo quello che è successo?” si chiede l’Associazione che invita il Ministero degli Esteri a modificare immediatamente gli avvisi, riservandosi azioni legali a tutela dell’incolumità degli italiani.

“Non è la prima volta che la Farnesina, invece di rischiare di peccare in prudenza, per proteggere maggiormente i nostri connazionali, minimizza i rischi, con colpevoli ritardi” ha dichiarato Massimiliano Dona, segretario dell’Unione Nazionale Consumatori. Innumerevoli i precedenti: Turchia nel 2003 (attentati), Maldive nel dicembre 2004 (tsunami), bombe a Londra nel luglio 2005, Dahab nell’aprile 2006, Giamaica nell’agosto 2007 (uragano), Kenia nel dicembre 2007, Messico nell’aprile 2009 (influenza suina), Libia, Egitto (rivoluzione) e Giappone (centrale nucleare) nel 2011.

L’associazione ricorda ai turisti che non vogliono più partire per la Tunisia, quanto prevede il Codice del Turismo (Decreto Legislativo 23 maggio 2011, n. 79), all’art. 42: in caso di pacchetto turistico, il consumatore che non vuole più partire ha diritto al rimborso integrale di quanto versato. Non si tratta, infatti, di una rinuncia volontaria, ossia di “colpa del turista”, ma di una causa di forza maggiore. Per questo il turista ha diritto al rimborso integrale, salvo decida (è una sua facoltà, non un obbligo) di accettare in alternativa un cambio di destinazione, di data o un bonus. Se sceglie il rimborso, la somma di denaro già corrisposta deve essere restituita entro 7 giorni lavorativi dal recesso. Non si ha diritto, invece, ad un risarcimento del danno, essendo un caso di forza maggiore. Chi avesse bisogno di assistenza può contattare i consulenti dell’UNC attraverso lo sportello dedicato al Turismo (http://www.consumatori.it/sportello-turismo-viaggi/).

E c’è anche un altro Paese, in questo caso europeo, da tenere sotto controllo: la Grecia. In vista del referendum indetto dal Parlamento greco per il 5 luglio, potrebbero verificarsi disagi nei principali centri urbani del Paese. Le banche saranno chiuse fino al 6 luglio e ci sono limitazioni sui prelievi allo sportello. Ma queste misure di controllo non si applicano alle transazioni o ai prelievi effettuati presso gli sportelli automatici degli istituti di credito locali attraverso carte bancomat o di credito emesse da banche estere. Vi potrebbe tuttavia essere una ridotta funzionalità delle carte di credito, oltre che dei bancomat (momentanea interruzione del servizio, scarsa disponibilità di liquidità, code d’attesa, difficoltà di accettazione degli strumenti di pagamento elettronico, ecc).

Si consiglia di verificare che – nei periodi previsti soggiorno in Grecia – i servizi siano forniti regolarmente (porti, aeroporti, ferrovie, banche, ospedali, ecc.). Si raccomanda di usare prudenza durante il soggiorno, prestando attenzione a eventuali avvertenze delle autorità greche ed evitando luoghi di possibili assembramenti nelle maggiori città del Paese. Ad Atene le manifestazioni si svolgono tradizionalmente in piazza Syntagma (davanti al Parlamento), in piazza Omonia e dintorni, nel quartiere di Exarchia e vicino al Politecnico, in prossimità del Museo archeologico. Si consiglia ai connazionali di registrare i dati relativi al viaggio sul sito DoveSiamoNel Mondo.

“A seguito delle numerose segnalazioni pervenute nei giorni scorsi alle nostre sedi di Adiconsum e senza generare allarmismi riteniamo che possa essere di aiuto ai consumatori un breve Vademecum su come muoversi in maniera attenta vista l’instabilità della situazione politico-economica nel Paese” dichiara Pietro Giordano, Presidente nazionale Adiconsum.

Ecco i consigli dell’Associazione:

·       Soldi: è bene partire anche con un po’ di contanti (il limite massimo è di 10mila euro a persona), perché bancomat e carte di credito POTREBBERO avere una limitata operatività
·       Documenti: oltre alla carta d’identità, portare con sé anche il passaporto, nell’ipotesi remota che la Grecia dovesse uscire dall’UE
·       Assicurazione: valutare l’eventualità di sottoscrivere una polizza assicurativa a copertura dei rischi
·       Viaggiaresicuri.it: prima di partire, consultare il sito www.viaggiaresicuri.it, il servizio fornito dal Ministero degli affari esteri per verificare se è in vigore un eventuale “sconsiglio”.

Si ricorda che in caso di acquisto di un pacchetto viaggio per la Grecia, sarà il tour operator a rispondere di eventuali problemi. I consumatori possono rivolgersi per assistenza e per attivare un’eventuale conciliazione alle sedi territoriali Adiconsum. In caso di problemi che dovessero, invece, insorgere con gli operatori commerciali locali, possono rivolgersi al Centro Europeo Consumatori (CEC Italia) telefonando allo 06 44238090 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 17.30 o inviare una mail a: info@ecc-netitalia.it

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