Uliveto e Rocchetta, Aduc: quando le sanzioni Antitrust sono troppo esigue

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Quanto valgono le pratiche scorrette di un’Azienda? Dipende dai punti di vista: per la società che le mettono in atto, spesso, valgono fatturati milionari. Per l’Antitrust, invece, valgono poche migliaia di euro. L’ultimo caso eclatante è quello segnalato dall’Aduc e si riferisce ad una multa dell’Agcm alla società Co.ge.di International S.p.A, proprietaria delle acque minerali Uliveto e Rocchetta. Alla società in questione è stata irrogata una sanzione irrisoria, appena 5 mila euro raddoppiati perché il soggetto è recidivo.

Per diverso tempo, Uliveto e Rocchetta hanno diffuso claim pubblicitari che saltavano i presunti benefici medici del consumo dei loro prodotti: un notevole esborso di denaro per la società per diffondere un messaggio non veritiero tant’è che già nel lontano 2004, e ancora nel 2013, – come scrive Il fatto alimentare che ha fatto partire il procedimento dinanzi all’Antitrust – l’Istituto di Autodisciplina pubblicitaria era intervenuto, censurandolo, contro l’uso arbitrario della frase “acqua della salute”.

Tuttavia, complice anche l’entità delle sanzioni dell’Antitrust che non sono un deterrente per un’azienda che fattura fior di quattrini, Uliveto e Rocchetta si è limitata a togliere, nelle sue reclame, i riferimenti alle associazioni mediche sponsor e la parola “salute” e’ stata sostituita con “benessere”.

“Non e’ la prima volta che accade una cosa del genere. Visto che niente si e’ modificato rispetto a modi e quantità delle sanzioni, tutto ci fa pensare che continueremo ancora ad essere investiti di messaggi pubblicitari ingannevoli e scorretti… basta pagare l’esigua tassa e/o prendere impegni di non essere più cattivi! Noi crediamo che per modificare questi andazzi illeciti si dovrebbe agganciare la quantità delle sanzioni ad una percentuale del fatturato di chi si rende colpevole, e quindi prima di farlo uno ci penserebbe due volte. Ma sembra che a questa nostra reiterata richiesta il legislatore sia disattento….” scrive l’Aduc.

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