Unesco: la vite dello Zibibbo è Patrimonio dell’Umanità

vite

La vite ad alberello di Pantelleria, da cui si ricava il pregiato Zibibbo, è stata dichiarata dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Per la prima volta è una pratica agricola a ottenere questo riconoscimento: la decisione è stata approvata all’unanimità da parte dei 161 paesi membri della Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale, riuniti a Parigi dal 24 novembre scorso.

La pratica agricola della coltivazione della vite ad alberello di Pantelleria diventa dunque Patrimonio dell’Umanità. Soddisfatto il ministro delle politiche agricole Maurizio Martina: “È la prima volta che una pratica agricola consegue questo autorevole riconoscimento. La notizia, arrivata dalla nostra delegazione presente a Parigi, mi riempie di orgoglio e di soddisfazione. Questa iscrizione rappresenta una svolta a livello internazionale, poiché finalmente anche i valori connessi all’agricoltura e al patrimonio rurale sono riconosciuti come parte integrante del più vasto patrimonio culturale dei popoli. L’Unesco, infatti, nell’iscrivere la pratica della coltivazione della vite ad alberello di Pantelleria, ha riconosciuto come questo elemento, oltre a svolgere una significativa funzione economica, essendo le uve ricavate da questi vigneti materia prima per la vinificazione del pregiato Zibibbo di Pantelleria, assolva ad una importante funzione sociale, essendo un elemento identitario che rappresenta la cultura e la storia degli isolani”.

Il dossier di candidatura è stato coordinato dal prof. Pier Luigi Petrillo – che aveva già seguito per il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali l’iscrizione della Dieta Mediterranea e dei Paesaggi vitivicoli delle Laghe Roero e Monferrato – con il supporto del Comune di Pantelleria e degli agricoltori panteschi. La candidatura è stata avviata nel 2010, poi il 30 marzo 2013 è stata presentata all’Unesco come unica candidatura italiana e a ottobre 2014 era arrivato un parere favorevole da parte dell’organo indipendente di valutazione. Ha detto Martina: “L’iscrizione della pratica agricola di Pantelleria, dopo quella della Dieta Mediterranea e dei paesaggi vitivinicoli delle Langhe-Roero e Monferrato nelle liste dell’Unesco, conferma l’impegno strategico del Ministero delle politiche agricole e del Governo italiano per valorizzare a livello mondiale le nostri produzioni tipiche e i nostri paesaggi rurali tradizionali che saranno valorizzati anche durante l’Esposizione Universale di Milano del 2015”.

Come spiega una nota del Ministero, “la pratica agricola della coltivazione della vite ad alberello di Pantelleria è una tipologia tradizionale di allevamento della vite ancora oggi presente nell’isola, basato sulla creazione di buche nel terreno profonde circa 20 centimetri e che vede il vigneto prendere forma di piccoli alberelli all’interno di queste conche, al fine di poter carpire le scarse risorse idriche presenti nel terreno e ripararsi dal clima sfavorevole”. L’alberello di Pantelleria è dunque simbolo dell’intera comunità e del suo legame con la natura.

A partire dal 2003, l’Unesco ha promosso la tutela del cosiddetto “intangibile heritage” ovvero il patrimonio immateriale nelle sue più differenti espressioni, dalle lingue alle arti quali musica, danza e teatro, dalle feste alle conoscenze della natura al lavoro artigianale. L’Italia ha già cinque elementi inseriti nella Lista Rappresentativa: il canto a tenore sardo, l’opera dei pupi siciliani, la dieta mediterranea, i saperi e saper fare liutario della tradizione cremonese e le celebrazioni delle grandi macchine a spalla. La pratica di Pantelleria è, quindi, il sesto elemento italiano iscritto nella Lista.

Condividi questo articolo