Vacanze, Federconsumatori: extra di cui fare a meno

 

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Vacanze sempre più bene di lusso. A dare il quadro della situazione del turismo nel nostro Paese è, per il sesto anno consecutivo, l’Osservatorio permanente sulle proposte di viaggio formulate dai tour operator di Federconsumatori e Ente Bilaterale Nazionale Turismo i cui risultati sono stati presentati questa mattina. Nel 2013 solo 1 italiano su 3 si è potuto permettere la tradizionale vacanza estiva. E quest’anno partirà solo il 31% degli italiani.

Ben 70 milioni di notti in meno, in termini di pernottamenti. Così, se nel 2008 a partire erano 29,4 milioni di italiani, nello scorso anno il dato è sceso ad appena 20 milioni (il 33% della popolazione). Un preoccupante 16,4% di connazionali che hanno classificato, in tempi di crisi, il viaggio di svago e riposo un extra di cui si può fare a meno. Una riduzione considerevole se si pensa che il 91% degli italiani si muove principalmente per questa finalità. Alla contrazione del turismo interno, si è contrapposto l’aumento dei turisti stranieri in visita nel nostro Paese (+3,1%). Confermata la tendenza degli italiani a concentrare le vacanze nel trimestre luglio-settembre. La preferenza è stata per l’80,2% dei casi a spostarsi verso località nazionali (Toscana, Lombardia, Emilia-Romagna ai primi posti), mentre il rimanente 19,8% ha optato per l’estero (Francia, Spagna, Germania).

Il problema principale della contrazione risulta essere ancora una volta il rapporto qualità/prezzo, troppo alto se confrontato con quello di altri paesi che offrono strutture con gli stessi servizi. Complice la riduzione del potere d’acquisto e il calo delle vacanze, le strutture alberghiere sono state interessate nel corso del 2013 da riduzioni tariffarie dall’1 al 6% a seconda della categorie alberghiera. In calo anche il prezzo pagato per raggiungere grandi capitali europee o i paesi dell’Est, in flessione del 6%.

Le previsioni per il 2014 confermano la crescita del mercato turistico internazionale tra il 3 e il 4% che vede l’Italia tra le destinazioni prescelte ma i prezzi elevati delle strutture turistiche possono rallentare la consistenza dei flussi. Per quanto riguarda il mercato interno il basso reddito disponibile fa sì che le prospettive turistiche per il 2014 restino fondamentalmente incerte: Federconsumatori stima che solo il 31% degli italiani partirà in vacanza.

“Dall’analisi risulta evidente quanto sia importante incentivare, sviluppare e valorizzare sempre di più il patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese, una grandissima risorsa sulla quale investire per uscire dalla crisi”, dichiara Mauro Zanini, Vice Presidente Federconsumatori. “Oltre a ciò è necessario il massimo impegno per ampliare la tutela dei turisti, attraverso il recepimento e la revisione della direttiva sui pacchetti di viaggio fai da te e disponendo finalmente l’estensione del fondo di garanzia, attualmente limitato ai soli pacchetti tutto compreso, anche ai vettori aerei. Sono queste le linee d’azione da seguire per promuovere nel nostro Paese un turismo di qualità, in grado di essere competitivo nella sfida dei mercati globali”.

Lucia Anile, Vice Presidente di EBNT (Ente Bilaterale Nazionale Turismo), propone di investire il più possibile in termini di competitività, infrastrutture, promozione e formazione professionale. È necessario superare i modelli organizzativi legati alla tradizionale vacanza da luglio a settembre, passando invece ad una nuova concezione di un turismo per tutto l’anno. Dal punto di vista delle politiche pubbliche di sostegno al settore, l’onorevole Emma Petitti, componente della X Commissione Attività Produttive alla Camera, intervenuta nel dibattito, evidenzia le opportunità che l’Italia deve cogliere dal semestre di presidenza europeo e da Expo 2015, sottolineando la necessità di “una riorganizzazione della governance del turismo, che riprenda in mano, a livello nazionale, la promozione dell’offerta turistica del nostro Paese. Il Governo è impegnato all’approvazione del decreto sul turismo entro fine luglio per dare vigore ad una nuova politica sul turismo”.

 

di Elena Leoparco

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