Vernici, ecologiche è meglio!

inbianchino

Voglia di colorare, di cambiare, di donare ai nostri ambienti o ai vecchi mobili un aspetto nuovo e piacevole. Se fate un salto in colorificio, potrete trovare davvero di tutto: attenzione, però, oltre alla gamma di sfumature a disposizione, tenete conto anche del contenuto del prodotto che state per acquistare.

Le vernici ad oggi in commercio non sono più tossiche come quelle di una volta: fino a trent’anni fa, infatti, si utilizzava il piombo per far asciugare prima il colore, renderlo più resistente e duraturo nel tempo. Perciò, se in casa vostra non vengono fatte ristrutturazioni dagli anni 70′, è consigliabile verificare che non ci siano ancora pareti intrise di questa sostanza velenosa.

Dopo la legge che vietava l’inserimento di piombo nelle tinture, alcune aziende produttrici non si sono lasciate scoraggiare, e hanno pensato bene di raggirare il problema, inserendo nei propri prodotti altre sostanze altrettanto nocive. Tra queste vale la pena di citare il biossido di titanio, molto comune per le tinteggiature casalinghe, e il cadmio. Non sono da meno, poi, le vernici poliuretaniche che, a lungo andare, rilasciano nell’ambiente sostanze nocive: anche un semplice calorifero dipinto di bianco disperde nell’ambiente circostante, per i primi sei mesi, residui di solventi.

Che fare allora per difendersi dagli attacchi al nostro benessere che ci giungono da queste sostanze, apparentemente innocue? La prima misura precauzionale è senza dubbio quella di leggere attentamente le etichette dei prodotti prima di acquistarli e scegliere quelli a base di sostanze naturali.

Vernici ad acqua ed acriliche, infatti, possono essere ricavate da pigmenti vegetali e minerali, indicate per le pareti interne, le divisioni in cartongesso e le tappezzerie. Quelle così dette ‘alla caseina’, sono lavabili, mentre ne esistono a base di gesso che, pur essendo molto adatte ai rivestimenti, non lo sono. Per il trattamento del legno, si consiglia invece il ‘lazur’, una vernice naturale semilucida, contenente oli vegetali ed estratti di erbe, oppure, in alternativa, la pittura alla colofonia, che prevede, però, tempi d’asciugatura piuttosto lenti.

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