Viaggi, recesso per malattia: ecco quando e quanto si paga

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Mancano pochi giorni alla partenza per la tanto desiderata settimana bianca e ci ammaliamo? E‘ il caso di dire che oltre alla beffa dobbiamo subire il danno perchè, come ricorda il Centro Europeo Consumatori, non esiste un recesso gratuito. In via generale, le condizioni di cancellazione sono contenute nel contratto ed è quindi buona norma verificare con attenzione, possibilmente prima di firmare, la „cancellation policy“. Il rischio della malattia e di non poter usufruire dei servizi acquistati grava quindi sul consumatore e non sull’albergo, il tour operator o le compagnie aeree. Può quindi essere opportuno stipulare un’apposita assicurazione viaggio che copra le eventuali penali di recesso in caso di malattia improvvisa. L’associazione riepiloga i principali clausole contrattuali che regolano il recesso.

Per la disdetta di un pacchetto turistico le condizioni contrattuali prevedono solitamente il pagamento di una penale il cui importo viene generalmente calcolato in percentuale rispetto al costo del pacchetto, percentuale che aumenta quanto più ci si avvicina alla data della partenza. Se ci si ammala pochi giorni prima della partenza e si rinuncia al viaggio, è del tutto possibile che sia dovuto il pagamento dell’intero costo del viaggio (o quasi).

Per quanto riguarda gli albeghi, se si prenota un albergo in Italia e si versa un importo esplicitamente a titolo di caparra penitenziale, il consumatore in caso di recesso la perde. Se è stata invece concordata una caparra confirmatoria, l’albergatore potrebbe richiedere il risarcimento dell’eventuale maggior danno subìto e dunque anche l’intero corrispettivo del soggiorno. A volte vale la pena chiedere all’albergatore di tenere buono il pagamento per una nuova prenotazione: alcuni albergatori in questi casi si mostrano comprensivi e vengono incontro ai loro clienti.

Per quanto riguarda invece i biglietti aerei, dipende dalla classe di prenotazione il come e il se sia possibile cancellare, modificare od ottenere il rimborso del biglietto. Anche in questo caso è consigliabile informarsi sulle possibilità e sui costi di modifica e di annullamento del biglietto prima di procedere alla prenotazione. Ai biglietti aerei più economici corrispondono di regola condizioni molto restrittive per rimborsi e modifiche. Alcuni vettori prevedono tuttavia nelle condizioni di trasporto la possibilità di rimborso – su richiesta esplicita e fornendo documenti probatori – in alcuni casi gravi quali la morte o una malattia grave del passeggero o di un parente stretto. Il consumatore può in ogni caso chiedere il rimborso delle “tasse”, ovvero di quegli importi che non coprono direttamente le spese sostenute dalle compagnie aeree (quali ad esempio la tariffa ministeriale per i controlli di sicurezza sul bagaglio da stiva, il diritto imbarco passeggeri).

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