Abbigliamento e concorrenza, Antitrust Ue apre indagine su Guess

Guess limita la concorrenza? È la domanda cui vuole rispondere la Commissione europea, che ha aperto una formale inchiesta antitrust sugli accordi e sulle pratiche di distribuzione adottate dalla società Guess, marchio produttore e rivenditore di abbigliamento e accessori. La Commissione europea valuterà se Guess ponga limitazioni illegali ai dettaglianti nella vendita transfrontaliera dei suoi prodotti ai consumatori all’interno del mercato unico europeo. “La Commissione dispone di informazioni che indicano che Guess, nei suoi accordi di distribuzione, può vietare le vendite transfrontaliere ai consumatori”, ha detto il Commissario alla concorrenza Margrethe Vestager.

“Indagheremo – prosegue – sulle pratiche di Guess per assicurare che stia rispettando le regole e non stia impedendo ai consumatori di comprare prodotti in modo transfrontaliero”. Guess è attivo nel design, nella distribuzione e nell’autorizzazione di abbigliamento e accessori e opera attraverso diversi marchi commerciali. La Commissione, informa oggi Bruxelles, esaminerà le informazioni in suo possesso: queste indicano che gli accordi di distribuzione di Guess possono limitare i rivenditori autorizzati a vendere online a consumatori o a rivenditori di altri Stati membri. E possono porre limitazioni anche ai grossisti nella vendita ai rivenditori di altri stati Ue.

La Commissione precisa che le aziende sono generalmente libere di allestire il miglior sistema di distribuzione ma questo deve rispettare le norme europee sulla concorrenza. “In particolare, i consumatori – sottolinea la Commissione Ue – devono essere liberi di acquistare da qualsiasi rivenditore autorizzato da un produttore, anche attraverso le frontiere nazionali”.

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