Agroalimentare, Nomisma-Caab: sostenibilità per cibo e ambiente

 

Nutrire una popolazione mondiale che per la fine del secolo raggiungerà quota 11 miliardi individui. È questa la vera sfida che il pianeta dovrà affrontare nel prossimo futuro. La parola d’ordine per raggiungere questo obiettivo sembra essere una sola: sostenibilità. Da più parti si richiama il bisogno di investire nella ricerca scientifica e tecnologica per migliorare la produzione agroalimentare e ottimizzare la distribuzione ma anche per ridurne l’impatto sociale e ambientale. A questo si accompagna l’impegno per la diffusione di una vera e propria cultura della sostenibilità.

Anche nel nostro Paese, sono sempre di più gli italiani che si dicono preoccupati dello stato di salute dell’ambiente (39%) e della salubrità del cibo (23%) e ancora più ampia è la percentuale di coloro che pensano che la sostenibilità sia qualcosa che si conquista giorno per giorno, adottando comportamenti e stili di vita adeguati (74%).

Sono queste alcune delle evidenze sottolineate da un’indagine di Nomisma (Chi ha paura del cibo cattivo? Gli italiani e la sostenibilità) presentata questa mattina nel corso di una conferenza stampa organizzata da Caab (Centro Agroalimentare di Bologna). L’occasione è servita anche per annunciare la seconda edizione del Bologna Award 2017 Sustainability&Food in programma per il 14 ottobre. “Con l’edizione 2017”, ha commentato Andrea Segrè, presidente di Caab, “faremo di ottobre il “mese della sostenibilità”, portando in città alcune delle esperienze più significative si agricoltura sostenibile realizzate nel mondo”.

Ma cosa vuol dire “sostenibile” per gli italiani? Abbiamo visto come per molti il termine si leghi in qualche modo all’ambiente e alla salute ma c’è anche chi lo associa alla biodiversità (15%), al cibo della tradizione (8%) e all’economia (5%). Ad ogni modo ben il 25% degli italiani dice di sentirsi preparato sull’argomento e un consistente 58% sa cos’è anche se non è abbastanza informato.

Entrando nello specifico dell’agroalimentare, gli italiani sostengono che sostenibilità vada di pari passo con produzione bio (18%), per un altro 18% sostenibile è il cibo che si acquista direttamente dal produttore, mentre un 15% sta attento al packaging che deve essere riciclabile o biodegradabile. Nel momento di scegliere cosa acquistare, per gli italiani contano principalmente due fattori: l’origine del prodotto (41,1%) e gli ingredienti (39%), privilegiando ciò che soddisfa il rapporto qualità/prezzo (78%).

Per quanto riguarda la promozione della sostenibilità alimentare, la maggior parte punta tutto sul “fai da te” e quindi sulla necessità di attivarsi in prima persona, sebbene anche le industrie alimentari devono fare la loro parte (27%).

“Essere consapevoli dell’importanza di quello che mangiamo migliora la qualità della vita e, intorno alla qualità della vita, riteniamo che debba essere costruito un nuovo welfare”, ha spiegato Alberto Oliveti, presidente di Fondazione ENPAM.

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