Caro 2018, la stangata parte dalle bollette di luce (+5,3%) e gas (+5%)

 Caro 2018… No, non si tratta di una lettera di benvenuto al nuovo anno con la lista dei buoni propositi e dei desideri da realizzare, bensì della lista, molto meno esaltante, dei rincari che nei prossimi mesi troveremo sulla bolletta di luce e gas, ma anche al pedaggio autostradale, sul ticket sanitario, alimentari. Secondo le elaborazioni effettuate dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, la stangata prevista di prezzi e tariffe, per una famiglia media, sarà pari a +939,74 euro annui (rispetto ai 783,10 euro inizialmente previsti).

In questo quadro giocano un ruolo fondamentale l’incremento delle quotazioni petrolifere (che spinge verso l’alto i costi di trasporti e prodotti per la casa), i forti rincari del gpl e dei costi energetici e soprattutto la grave siccità del periodo estivo, che provocherà notevoli rincari delle tariffe idriche. Da segnalare anche l’impenna dei costi bancari e della tariffa dei rifiuti.

“Come dimostrano i più recenti dati sulle condizioni delle famiglie, gran parte di esse non dispongono delle risorse economiche sufficienti a sostenere aumenti di questa portata”, dichiarano dall’associazione. “È quindi urgente e necessario che il Governo controlli e contrasti ogni aumento ingiustificato e che intervenga concretamente e tempestivamente per il rilanciare l’occupazione e per rimettere in moto l’intero sistema economico”.

A preoccupare le associazioni dei consumatori sono soprattutto i rincari di gas e luce annunciati dall’Autorità Energia. Nel primo trimestre del 2018, si registrerà un incremento del +5,3% per le forniture elettriche mentre per quelle gas del +5% dovuto all’aggiornamento delle condizioni economiche di riferimento per le famiglie e i piccoli consumatori nei servizi di tutela.

Nel dettaglio, per l’elettricità la spesa (al lordo tasse) per la famiglia-tipo nell’anno scorrevole (compreso tra il 1° aprile 2017 e il 31 marzo 2018) sarà di circa 535 euro, con una variazione del +7,5% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente (1° aprile 2016 – 31 marzo 2017), corrispondente a un aumento di circa 37 euro/anno. Nello stesso periodo la spesa della famiglia tipo per la bolletta gas sarà di circa 1.044 euro, con una variazione del +2,1% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente, corrispondente ad un aumento di circa 22 euro/anno.

Questi rincari di luce e gas”, dichiara Carlo De Masi, Presidente Adiconsum, “sono del tutto ingiustificati, sia perchè i consumatori italiani pagano l’energia più cara d’Europa, sia per via di oneri e accise impropri che andrebbero complessivamente rivisti”. “A 20 anni dalla liberalizzazione del settore elettrico e a 10 anni dalla completa liberalizzazione del mercato elettrico”, continua De Masi, “è arrivato il momento di rivedere complessivamente l’assetto del sistema elettro-energetico italiano sia rispetto alla sicurezza dell’approvvigionamento che ai costi dell’energia”.

Nella Relazione annuale dell’Autorità, lo stesso Presidente Guido Bortoni ha messo in evidenza la situazione inammissibile relativa alle vere e proprie tasse occulte che si annidano all’interno delle bollette dell’energia elettrica e del gas.

“Nonostante le nostre instancabili denunce in tal senso, infatti, i cittadini continuano a pagare in bolletta i famigerati oneri di sistema per la dismissione delle centrali nucleari, per le agevolazioni alle imprese energivore, per i regimi tariffari speciali a favore delle ferrovie, per gli incentivi alle fronti rinnovabili”, dichiara Emilio Viafora, presidente della Federconsumatori.

In questo complesso scenario, non vanno dimenticate le diffuse pratiche commerciali scorrette e gli abusi nel settore. Pratiche destinate ad avere un impatto sempre più forte alla luce della cancellazione del Mercato Tutelato a partire dal 2019. Tutto ciò mette in luce con chiarezza la necessità e l’urgenza di un riordino complessivo del sistema, che da un lato punti a snellire i costi impropri addebitati in bolletta, dall’altro miri alla realizzazione di una vera, trasparente e corretta concorrenza nel settore.

I rincari di luce e gas sono una “Pessima notizia”, anche per l’Unione Nazionale Consumatori. “Nonostante ci sia già stato nel precedente trimestre, alle soglie dell’inverno, un aumento del gas del 2,8%, prosegue il rialzo dei prezzi per chi deve riscaldare la propria abitazione, gravando ulteriormente e pesantemente sui bilanci delle famiglie. Grave, poi, che per la luce siano risaliti gli oneri di sistema, per via delle aziende energivore. Si tassa di tasse occulte che andrebbero invece addossate alla fiscalità generale”, afferma Pieraldo Isolani, esperto del settore energia di UNC.

Inaccettabili”, per l’associazione, anche i rincari che riguardano i pedaggi autostradali”, commentano dall’Unione Nazionale Consumatori. “Anche se il rialzo medio è del 2,74%, ci sono incrementi bulgari”, sottolinea Massimiliano Dona, presidente UNC. “Avere rincari del 13,91%, come per la Milano Serravalle, vuol dire mandare in tilt i bilanci di quei pendolari costretti a prendere quella tratta”.

 

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