Energia elettrica, Antitrust contro Enel, A2A e Acea

 

In vista della fine del mercato tutelato dell’energia, le aziende si stanno “portando avanti” col lavoro e stanno cercando di acquisire clienti spostando al libero mercato i clienti serviti in maggior tutela. E per farlo, approfitterebbero della loro posizione di mercato, sfruttando le informazioni dei clienti già in loro possesso e vantando loro affidabilità e risparmi che altri operatori non potrebbero garantire. Questo il motivo per cui l’Antitrust ha aperto tre istruttorie nei confronti di Enel, A2A e Acea contestando loro condotte anticoncorrenziali nel mercato della vendita di energia elettrica.

L’Antitrust ha avviato verso Enel, A2A e Acea (i principali operatori integrati nella distribuzione e vendita di energia elettrica in Italia) altrettanti procedimenti istruttori volti a verificare la natura abusiva, in violazione dell’art. 102 TFUE, di “possibili strategie finalizzate, anche nella prospettiva prevista dal DdL concorrenza di un definitivo superamento del servizio di maggior tutela a prezzi regolati, a spostare al mercato libero la propria base clienti servita in maggior tutela e costituita da famiglie e piccole e medie imprese”.

All’orizzonte, come detto, c’è l’abolizione del regime di maggior tutela, che l’attuale ddl concorrenza ha previsto a partire dal primo luglio 2019. Ai tre operatori vengono contestate strategie di acquisizione clienti che, spiega l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, “sembrerebbero tutte caratterizzarsi per il possibile sfruttamento commerciale delle informazioni relative all’anagrafica e ai dati di fatturazione dei clienti serviti in maggior tutela nonché di generali vanti reputazionali legati alla loro natura integrata nell’attività di distribuzione, allo scopo di alterare a danno dei venditori di energia elettrica non integrati le future dinamiche concorrenziali conseguenti alla completa liberalizzazione del mercato”. Sono comportamenti che si fonderebbero su vantaggi competitivi che hanno solo gli operatori chiamati in causa dall’Antitrust, che ieri con l’ausilio del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza ha svolto accertamenti ispettivi presso le diverse sedi di alcune società del Gruppo Enel, del Gruppo A2A e del Gruppo Acea.

I tre procedimenti sono stati avviati sulla base di segnalazioni arrivate da Aiget, l’associazione che riunisce più di 50 operatori grossisti di energia e trader in Italia, di consumatori e di altre aziende di energia.

Nel procedimento avviato verso Enel l’Antitrust scrive che anche sulla base delle segnalazioni dei consumatori, e in previsione della piena liberalizzazione con l’addio al mercato tutelato, Enel “starebbe tentando di far transitare il proprio parco clienti dal mercato tutelato al mercato libero”. Prosegue l’Autorità: “Rilevano in particolare una serie di segnalazioni dalle quali emergono, da parte di Enel Energia, condotte commerciali di acquisizione di clientela precedentemente servita in maggior tutela da Enel Servizio Elettrico/Servizio Elettrico Nazionale che sembrano presupporre un trasferimento da quest’ultima società di dati relativi a detta clientela”. Enel Energia avrebbe sfruttato l’appartenenza al gruppo Enel “anche accreditandosi quale fornitore in grado di garantire una specifica, oggettiva e maggiore affidabilità industriale ovvero una maggiore convenienza economica rispetto ai propri concorrenti attivi nella sola vendita di energia elettrica”. Contro l’Enel si è poi schierata Green Network, che denuncia la campagna di ri-acquisizione dei clienti. Come spiega l’Antitrust nel procedimento, “i clienti che hanno aderito all’offerta di Green Network verrebbero sistematicamente ricontattati da operatori che dichiarano di agire per conto di Enel Energia (o, genericamente, di “Enel”) i quali affermano tra l’altro che Green Network, a titolo esemplificativo ma non esaustivo: sarebbe fallita o in procinto di fallire, non avrebbe più l’autorizzazione a operare come venditore di energia elettrica, applicherebbe prezzi più elevati poiché straniera, avrebbe problemi giudiziari, avrebbe emesso fatture errate”.

Le segnalazioni nei confronti di A2A arrivano invece da Edison Energia. Questa contesta la campagna di acquisizione clienti fatta da A2A nell’area di Milano attraverso una proposta contrattuale personalizzata per la sottoscrizione di un nuovo contratto di fornitura di energia elettrica nel mercato libero. Spiega l’Antitrust nel relativo procedimento: “L’offerta, relativa alla vendita di energia nel mercato libero, appare riservata ai clienti di A2A in regime di maggior tutela (“riservata ai clienti di A2A Energia che non hanno ancora aderito al Mercato Libero”) e prevede il 15% di sconto sulla componente energia per il 1° anno (rispetto alle condizioni regolate dall’AEEGSI); inoltre, al termine della promozione, il contratto “premia” il cliente fedele con il proseguimento della fornitura sul mercato libero con “tariffe uguali a quelle stabilite dall’AEEGSI per i mercati tutelati”.

Per quanto riguarda invece le contestazioni mosse ad Acea Energia, dalle segnalazioni dei consumatori emergerebbe che Acea Energia “utilizzi i dati dei clienti, già registrati sul sito della società e serviti nella maggior tutela, per proporre l’adesione alle proprie offerte sul mercato libero”. Le proposte vanterebbero inoltre la possibilità di avere risparmi che altre aziende non potrebbero offrire. Scrive l’Antitrust: “In linea più generale, secondo quanto emerge dalle segnalazioni, ma anche da informazioni pubblicamente disponibili, Acea Energia avrebbe adottato una strategia commerciale finalizzata al complessivo spostamento della clientela in maggior tutela al mercato libero, in previsione della prossima abolizione del regime tutelato”. Le tre aziende hanno sessanta giorni di tempo per essere sentite e presentare le loro contro argomentazioni.

 

@sabrybergamini

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