Grana, parmigiano, prosecco (e non solo). Ismea: Dop e Igp, patrimonio da 15 mld

 Dop e Igp in Italia rappresentano un patrimonio da 15 miliardi di euro e sono in continua crescita. Pesano ormai per l’11% dell’industria alimentare e per il 22% dell’export agroalimentare italiano. Si tratta di un modello produttivo di successo, premiato a livello internazionale e riconosciuto dai consumatori come veicolo di qualità. Il panorama aggiornato su questo settore viene dal Rapporto Ismea-Qualivita sulle produzioni agroalimentari e vitivinicole italiane Dop Igp Stg. Primo dato: “Si rafforza il primato mondiale dell’Italia per numero di prodotti Dop Igp con 818 Indicazioni Geografiche registrate a livello europeo”.

“Il comparto – si legge in una nota – esprime i risultati più alti di sempre anche sui valori produttivi con 14,8 miliardi di valore alla produzione e 8,4 miliardi di valore all’export. Dati che testimoniano una crescita del +6% su base annua e un aumento dei consumi nella GDO del +5,6% per le vendite Food a peso fisso e del +1,8% per il Vino. Anche il trend degli ultimi 10 anni mostra una crescita continua del sistema Dop Igp che ha così affermato il proprio peso economico nel Paese fino a rappresentare l’11% dell’industria alimentare e il 22% dell’export agroalimentare nazionale”.

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Il settore Food, che nel 2016 conta 83.695 operatori (+5% sul 2015), vale 6,6 miliardi di euro alla produzione e 13,6 miliardi al consumo, con una crescita del +3% sul 2015, con l’export che continua a crescere (+4,4%) e un trend che nella Grande Distribuzione supera il +5,6% per il secondo anno consecutivo. Il comparto Wine – oltre 3 miliardi di bottiglie – vale 8,2 miliardi di euro alla produzione con una crescita del +7,8% e sfiora i 5 miliardi di valore all’export (su un totale di 5,6 miliardi del settore). Il sistema conta poi, alla fine del 2017, 264 Consorzi di tutela riconosciuti dal Mipaaf e oltre 10mila interventi annui effettuati dagli Organismi di controllo pubblici.

I primi dieci prodotti Dop e Igp per valore alla produzione sono grana padano, parmigiano reggiano, prosciutto di Parma, aceto balsamico di Modena, mozzarella di bufala campana, mortadella di Bologna, gorgonzola, prosciutto di San Daniele, pecorino romano e bresaola della Valtellina. Fra i vini, primo posto in crescita per il sistema prosecco.

 

 

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“I dati presentati oggi ci confermano il successo di un modello produttivo tipicamente italiano che fa perno sulla qualità, sulla distintività e sulla valorizzazione dei prodotti tipici e dei saperi locali – ha detto  Raffaele Borriello, Direttore Generale dell’Ismea – L’apprezzamento sui mercati esteri, principale volano di sviluppo nel nostro sistema delle Indicazioni Geografiche, cresce a ritmo esponenziale: negli ultimi dieci anni l’export è aumentato del 140%, quasi il doppio se guardiamo al solo segmento del food La domanda mondiale di eccellenze agroalimentari Made in Italy è prevista in crescita e sono sempre più numerose le categorie di consumatori che si riconoscono all’interno di un modello alimentare di qualità e non necessariamente massificato e di basso livello. In uno scenario internazionale in continua evoluzione – conclude Borriello – è necessario rafforzare le politiche di valorizzazione delle nostre eccellenze alimentari, per potenziare le loro capacità di penetrazione sui mercati esteri, e di difesa dei prodotti italiani contro la concorrenza sleale delle imitazioni e delle contraffazioni”.

 

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