Green Social Economy, FederBio: rilancio dell’agroalimentare passa dal bio

 

Sostenibile e innovativa: l’agricoltura biologica rappresenta la via per il rilancio produttivo, economico e ambientale della filiera agroalimentare italiana. Lo testimoniano i dati: il biologico cresce ininterrottamente da 10 anni, con tassi di incremento di consumo a doppia cifra: nel 2016 la domanda per prodotti biologici è infatti cresciuta fino a raggiungere un totale di 4.744 milioni di euro (Nomisma).

La conferma arriva anche dal successo di vendita dei prodotti biologici nella GDO che quest’ anno sono cresciuti di circa il 20% rispetto al 2015 per un valore di 1,27 miliardi di euro: un segno tangibile di come questa filosofia di consumo stia diventando parte del carrello degli italiani, uscendo dalla nicchia per diventare uno stile di vita diffuso. Ai numeri della grande distribuzione vanno aggiunti i 900 milioni del canale dei negozi specializzati, circa 350 milioni nella ristorazione e circa 1,8 miliardi in export (Nomisma/AssoBio).

L’elemento di novità che sta caratterizzando questa nuova fase della crescita degli acquisti di prodotti bio nel mercato interno è certamente il ruolo da protagonista che sta assumendo la GDO, con un rinnovamento e una crescita costanti degli assortimenti che stanno diventando il motore più potente dell’aumento a due cifre dei consumi di biologico. Un aumento che secondo i dati di Nielsen e AssoBio ha contribuito per circa il 40% alla crescita dei consumi alimentari in Italia nel 2016, facendo del biologico e del suo sviluppo negli assortimenti sui banchi della GDO il traino indispensabile per tutta la distribuzione moderna in Italia”, commenta Paolo Carnemolla, Presidente di Federbio.

Il biologico va dunque considerato un’industria a tutti gli effetti: un modello di crescita economica sostenibile che offre vantaggi e opportunità per chi fa impresa e per la qualità e la sicurezza del consumo dei cittadini italiani.

“Nella quarta rivoluzione industriale già in atto”, afferma il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, “il grande valore aggiunto per le imprese è la sostenibilità ambientale, non più vissuta come un obbligo ma con un vero elemento di competitività. L’Italia ha già scelto assieme all’Europa, e rinnoverà questo impegno nel prossimo G7, di correre con decisione verso l’economia circolare: quella che non spreca ma rigenera, che non disperde ma ricicla”.

Un processo così profondo di ridefinizione del modello economico di portata globale “non può nascere solo dalla politica e dalle istituzioni”, aggiunge il Ministro, “ma deve pervadere ogni settore sociale e produttivo, facendo leva anche sul grande talento innovativo italiano oltre che sul nostro unico patrimonio naturale”.

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