Mobilità sostenibile, Greenpeace compara 13 città europee: Roma ultima

 Quando si parla di ambiente cittadino, la capitale d’Italia scende vertiginosamente in tutte le classifiche e, anche in fatto di mobilità sostenibile e sicurezza stradale si colloca in coda. Lo evidenzia il report “Vivere. Spostarsi. Respirare.”, realizzato dal Wuppertal Institute per conto di Greenpeace e diffuso oggi dall’organizzazione ambientalista. Comparando le performance di 13 città europee in base a parametri quali sicurezza stradale, qualità dell’aria, gestione della mobilità, trasporti pubblici, mobilità attiva, il rapporto classifica al primo posto Copenaghen, con un punteggio di 57 su 100, seguita nell’ordine da Amsterdam (55) e Oslo (50). Roma è ultima con soli 27 punti, preceduta da Mosca (30,75), Londra e Berlino (appaiate a quota 34,50).

“Questo studio evidenzia come la mobilità sia un settore chiave per la salute, l’economia, la vivibilità e la bellezza delle città in cui viviamo; e che una mobilità diversa e migliore non è un’utopia ma una realtà che va costruita con impegno”, dichiara Andrea Boraschi, responsabile della campagna Trasporti di Greenpeace. “Ci sono città che, lungi ancora dalla perfezione, hanno trasformato completamente la propria urbanistica e la propria logistica per ridurre drasticamente la mobilità privata fossile. È un obiettivo ormai comune a molti governi locali; la differenza la fa il coraggio con cui lo si persegue e, conseguentemente, gli investimenti che si mettono in campo”, conclude Boraschi.

Il risultato di Roma è determinato da performance molto negative su alcuni degli indicatori della ricerca, in particolare per quanto attiene la sicurezza stradale e la gestione della mobilità; nonché per il basso livello di utilizzo della bicicletta e i pochi spostamenti a piedi.

Entrando nel merito della sicurezza stradale, durante il 2016 a Roma si sono registrati 25 incidenti mortali che hanno coinvolto ciclisti e 47 che hanno coinvolto pedoni. Nello stesso periodo, ci sono stati 110 incidenti ogni diecimila spostamenti in bici e 133 incidenti ogni diecimila spostamenti a piedi. Roma, in termini di sicurezza stradale, è la città più insicura tra quelle analizzate dalla ricerca.

La Capitale mostra inoltre indirizzi molto deboli di mobility management, che disincentivano poco o affatto l’uso del mezzo privato. Ciò determina anche una mobilità fortemente congestionata, con tempi di spostamento che lievitano del 40% a causa delle troppe auto in circolazione. Infine, anche se la città ha implementato sistemi di bike e car sharing, la disponibilità di questi servizi è ancora limitata.

Se Roma vuole incrementare la mobilità sostenibile, deve cominciare a proteggere pedoni e ciclisti dal traffico motorizzato, che nella Capitale risulta aggressivo e troppo spesso mortale”, continua Boraschi.

Altro indicatore chiave del report è il livello di inquinamento atmosferico, che spesso coincide con gravi crisi ambientali e sanitarie. L’ingorgo di problematiche legate alla mobilità, produce come naturale conseguenza un’aria spesso insalubre soprattutto per quanto riguarda le concentrazioni di biossido di azoto, un gas cancerogeno tipico delle emissioni dei veicoli diesel.

Lo studio dimostra ampiamente che esiste una correlazione forte tra qualità dell’aria e mobilità sostenibile; e che, inoltre, sicurezza stradale, mobilità attiva, trasporto pubblico e mobility management sono fattori che si “rafforzano” reciprocamente.

 

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