Nonne: oltre alle lasagne c’è più. La cucina è il primo passo di un rapporto speciale

 

Ci sono molti ricordi della mia infanzia che la mia mente è riuscita a trattenere in maniera intensa. Alcuni sono tenuti vivi dalle leggende genitoriali e parentali che aleggiano sul mio conto, altri invece fanno parte di me in maniera indelebile e riaffiorano al momento giusto, o in quello sbagliato, a seconda dei casi. Come una sorta di “madeleine proustiana”, basta un particolare, il dettaglio di un oggetto, un odore in stanza per portare alla mente tutto l’intero panorama di sensazioni legate ad un ricordo. La mia piccola madeleine è sempre stato l’odore delle polpette fritte. Si lo so, è un po’ prosaico, ma ogni volta che sento quell’odore rivivo con la stessa intensità le mie entrate domenicali a casa della nonna per il pranzo.

Rivedo tutto come se niente fosse mai cambiato: il tappeto all’ingresso messo per non far sporcare il passaggio dal nonno che tornava dai campi e che io lo spostavo per poter pattinare con le scarpine di vernice sulla superficie del pavimento tirato a cera, il rumore delle posate, il colore della tovaglia e poi il suo sorriso dolce che si affacciava dalla cucina a preannunciare tutto l’amore e la cura messo per preparare ciò che avrei mangiato di lì a poco.

D’altra parte il cibo è lo strumento ideale per instaurare un rapporto importante fra nonna e nipote. Lo è sempre stato e lo sarà per sempre. Chiara Volpato, professoressa ordinaria di Psicologia Sociale presso la Facoltà di Psicologia dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, afferma: “Col passare degli anni si sta rafforzando un legame importante fra generazioni molto giovani e quelle anziane proprio grazie alla cucina che è forse il mezzo più utile per avvicinarle. Questo grazie al fatto che rispetto al passato le madri lavorano di più e i bambini passano molto più tempo con le nonne. Di solito il rapporto più forte si ha con la nonna materna e sono le sue le ricette che rimangono nella memoria del ragazzo”.

E già, riesco ancora a sentire in bocca il sapore dei taralli per la colazione che impastava a chili negli anni in cui io la mia famiglia eravamo emigranti al Nord: un paio di buste maxi formato nel caso in cui mi fosse venuta nostalgia di casa o forse anche perché non la dimenticassi (come se fosse mai stato possibile).

La nonna è quella persona che dovunque tu sia e in qualsiasi momento della giornata è in grado con le sue ricette di farti ricordare il sapore di casa”, dicono molti Millennials sui social. Dalla lasagna alla bolognese ai panzerotti, dalla parmigiana di melanzane alle trofie al pesto. Sono ricette che ricordano l’infanzia, dalla preparazione unica tramandata da generazione in generazione. “Il sugo della nonna non lo batte nessuno” pare sia infatti il commento più diffuso sui social. 1 millennial su 2 ammette persino di preferirlo al cibo etnico e ai fast food.

I dati dicono che il 47% dei ragazzi fra i 16 e i 25 anni sceglie senza remore la cucina della nonna: dalla lasagna alla bolognese (68%), agli spaghetti al sugo di pomodoro (62%) fino alle polpette (28%) e alla frittata di zucchine (25%). Piatti della tradizione che battono di gran lunga i piatti etnici, come sushi (21%) e noodles (16%) e specialità internazionali, come hamburger con patatine (17%), paella (13%) e bagels (9%).

Chiara Coricelli, membro del cda e terza generazione alla guida dell’azienda olearia Pietro Coricelli afferma: “Nella storia italiana esistono piatti che non possono e non devono essere dimenticati, in questo modo è possibile creare un legame indissolubile con i giovani. Le ricette della tradizione italiana non hanno eguali nel mondo ed è importante non perderle”.

Ma il legame tra una nonna e un nipote, pur cominciando con la magia del cibo, è ben lungi dall’esaurirsi con una tavola sparecchiata.

Secondo i dati raccolti Story Cooking di Casa Coricelli per il 55% dei giovani la nonna è la figura più importante della loro vita. I motivi di questo ruolo così importante sono diversi: per la fascia d’età 16-18 (38%) la nonna è la persona che più di ogni altra riesce a trovare sempre una parola di conforto capace di risollevare da un momento emotivamente difficile (64%). Allo stesso tempo però è la persona che passa più tempo con i nipoti durante gli anni della loro gioventù (48%) e dà loro più libertà rispetto ai genitori (44%). Soprattutto per la fascia d’età 16-18, la nonna diventa il punto di riferimento per sfuggire dalle incomprensioni con i genitori e dai primi problemi di cuore (42%).

In fondo non c’è niente che non si possa risolvere preparando insieme una crostata con la marmellata.

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