Oxfam: farmaci costano troppo, una persona su tre senza medicinali essenziali

Troppe persone non hanno accesso ai farmaci salvavita. In troppe sono costrette a indebitarsi per curarsi. E mentre si tutelano gli interessi dell’industria farmaceutica, il prezzo troppo alto di tanto medicinali, sia di quelli salvavita sia dei farmaci innovativi, nega di fatto il diritto alle cura delle persone, ridotte in povertà dai costi della sanità. Accade in tutto il mondo. La denuncia viene da Oxfam: una persona su tre non ha accesso a farmaci essenziali, la metà delle popolazioni in Africa e Asia, e ogni anno oltre 100 milioni di persone cadono in povertà per far fronte alle cure mediche.

Oxfam ha pubblicato un nuovo report – Accesso ai farmaci: una sfida globale contro la disuguaglianza – in cui fa il punto sulla difficoltà di procurarsi i medicinali che attraversa tutti i paesi. “In tutto il mondo, gli  alti prezzi di molti medicinali salvavita paralizzano i servizi di salute pubblica, negano alle persone le cure di cui hanno bisogno e spingono molti a indebitarsi”, si legge nel documento. Alti prezzi significa che le persone non possono curarsi. In alcuni paesi, ad avere costi proibitivi sono gli stessi farmaci salvavita. In altri, prezzi altissimi sono quelli con cui vengono immesse sul mercato nuove cure mediche. Nello studio si legge ad esempio che a fine agosto 2017 Novartis ha annunciato un nuovo prezzo record per gli USA: 475.000 US$ a trattamento per la prima  terapia genetica contro la leucemia approvata dalla FDA (Food and Drug Administration); in Europa il costo medio delle nuove terapie antitumorali è più che quadruplicato negli ultimi quindici anni; molte donne nei paesi in via di sviluppo non possono curarsi per l’HIV, la tubercolosi, l’epatite C e il cancro perché i farmaci costano troppo.

Gli interessi dell’industria farmaceutica vengono messi al di sopra della vita di milioni di persone in tutto il mondo – denuncia Oxfam – Alcuni dei paesi più ricchi del mondo, a partire dagli Stati Uniti, stanno lavorando per impedire alle Nazioni Unite di definire politiche in grado di garantire farmaci essenziali, a prezzi accessibili, a fasce sempre più estese della popolazione mondiale, soprattutto nei paesi poveri”.

Le conseguenze sono pesantissime soprattutto per i paesi più poveri. Ogni anno ci sono 100 milioni di persone che cadono in povertà a causa delle spese sanitarie, in gran parte legate all’acquisto di farmaci. Nei paesi più poveri ci sono intere fasce di popolazioni escluse dall’accesso ai vaccini per malattie come difterite, morbillo, pertosse, con il risultato che ancora oggi 2 milioni di persone ne muoiono ogni anno. Di 35,7 milioni di persone affette da HIV nel mondo, 25,5 milioni sono in Africa, esclusi dall’accesso ai farmaci più recenti che, a causa dei monopoli dei brevetti imposti dalle industrie farmaceutiche, costano oggi 18 volte di più della generazione precedente. Il quadro in Europa, come detto, sconta un aumento di oltre quattro volte dei farmaci anticancro in 15 anni.

Oxfam chiede dunque di “dare priorità alla salute delle persone piuttosto che ai margini di profitto dell’industria farmaceutica”, di introdurre norme per superare le politiche che regolano i brevetti e rendere possibile la produzione a basso costo di farmaci essenziali. L’associazione chiede inoltre di definire politiche in grado di garantire la fornitura di medicinali a prezzi accessibili entro il 2018 alle decine di milioni di persone, che al momento ne sono tagliate fuori.

“L’Italia rappresenta un esempio positivo e in controtendenza – dice Oxfam Italia –Chiediamo quindi al nostro paese, che ha recentemente portato avanti in modo coraggioso iniziative volte a porre al centro dei negoziati sul prezzo dei farmaci i bisogni dei propri cittadini malati, di sostenere questo approccio anche in occasione del G7 dei Ministri della Salute che ospiterà a novembre, stimolando l’adozione di strategie innovative capaci di rendere i farmaci accessibili a tutti anche nei paesi poveri”.

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