Politiche 2018, diritti dei bambini. Unicef ai candidati: “Facciamo un patto?”

 Dimezzare la povertà minorile. Proteggere l’infanzia. Aumentare gli asili nido. Ridurre l’inquinamento. Ascoltare la voce dei bambini. “Facciamo un patto?” è l’iniziativa lanciata dall’Unicef Italia in vista delle prossime elezioni politiche (c’è anche una petizione online) in cui la sigla chiede ai candidati del 4 marzo “un patto di fiducia” con i dieci milioni di bambini e adolescenti che vivono in Italia. Primo obiettivo è quello di contrastare la povertà minorile, che non è solo economica ma è “povertà di vita”.

“Cos’è la povertà minorile in Italia? È povertà di pari opportunità. È povertà di inclusione sociale. È povertà di protezione sociale. È povertà di istruzione, di cure sanitarie adeguate, di cibo sano, di alloggi salubri, di giochi, di sport e di vacanze. È povertà di vita, col rischio che si cronicizzi e diventi ereditaria”. Così si legge nella petizione online, che ricorda i numeri di un problema sempre più ampio. In Italia ci sono quasi 1 milione 300 mila bambini che vive in povertà assoluta, un fenomeno che è peggiorato negli anni e ormai interessa il 12,5% dei minori.

In vista delle prossime elezioni, l’Unicef ha dunque deciso di lanciare nove proposte ai candidati alle politiche del 4 marzo per un’Italia a misura di bambini e ragazzi. “La povertà minorile in Italia non è solo privazione materiale, ma è soprattutto carenza di opportunità e di inclusione sociale – spiega Giacomo Guerrera, presidente dell’Unicef Italia – I bambini e i ragazzi che vivono in povertà subiscono svantaggi in termini di istruzione, di cure sanitarie adeguate, di cibo sano, di alloggi salubri, di giochi, di sport e di vacanze”.

“Le elezioni costituiscono un’occasione importantissima perché offrono a tutti i candidati l’opportunità di prendere impegni precisi per garantire i diritti dei bambini e degli adolescenti, diritti già riconosciuti dalla Costituzione Italiana e per molti versi articolati in leggi già esistenti, ma che spesso non sono tradotti nella realtà quotidiana dei bambini in Italia”, spiega l’Unicef. Quali dunque le proposte per un’Italia a misura di bambini? L’Unicef chiede prima di tutto di intervenire contro povertà ed esclusione sociale e di dimezzare l’incidenza della povertà minorile entro il 2030, in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Chiede poi la protezione dell’infanzia da ogni forma di violenza e interventi in materia di salute: adottare una legge sull’allattamento materno nei luoghi pubblici; migliorare le politiche a sostegno di ospedali e comunità amiche dei bambini; assicurare servizi di mensa scolastica uniformi. Su istruzione e tempo libero, la richiesta è quella di aumentare la copertura degli asili nido, di attuare il Piano per l’edilizia scolastica e estendere a tutti l’accesso alle attività culturali e ricreative.

Un tema sentito è quello della partecipazione e dell’ascolto della voce dei minori per la definizione delle politiche dell’infanzia e dell’adolescenza. L’Unicef chiede poi, sul versante dell’ambiente, di ridurre l’inquinamento investendo in fonti di energia più pulite e negli spazi verdi e di rendere accessibile a tutti il trasporto pubblico. Sul fronte cooperazione, la sigla chiede di raggiungere l’obiettivo dello 0,7% del PIL dei fondi dedicati all’Aiuto Pubblico allo Sviluppo. Mentre sul versante Politiche e investimenti, chiede di rispettare i tempi del prossimo Piano Nazionale Infanzia e Adolescenza e di rendere pubblici i fondi stanziati per i bambini attraverso un Rapporto annuale. “Prima di tutto bambini”, conclude le sue proposte l’Unicef, che chiede al prossimo Parlamento di assicurare che le politiche e le leggi prestino attenzione ai più vulnerabili.

 

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