Rapporto Inps: 5,8 milioni di pensionati con meno di 1.000 euro. UNC: vergognoso

 

Sono 5,8 milioni gli italiani che vivono con una pensione al di sotto dei 1.000 euro al mese, il 37,5% del totale (15,5 milioni i pensionati). A dirlo è il Rapporto annuale dell’Inps presentato questa mattina. Se è vero che nel complesso la percentuale di pensionati con reddito mensile sotto i 1.000 euro è in calo rispetto al 38% del 2015, il gap di genere non accenna a colmarsi: per le donne la percentuale di chi riceve meno di 1.000 euro al mese sul totale delle pensionate è del 46,8% (3,8 milioni di persone) mentre per gli uomini è del 27,1%.

A fronte di chi ogni mese gioca a fare l’equilibrista con il portafoglio, sono invece circa 1,06 milioni i pensionati che percepiscono più di 3.000 euro al mese.

Una vergogna”, è il commento aspro di Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori per il quale la quattordicesima non può essere sufficiente a dare una boccata d’aria “specie perché non commisurata al reddito Isee della famiglia”. Per il presidente di UNC “Serve maggiore equità nella distribuzione delle poche risorse disponibili, altrimenti si rischia di dare troppo a chi non ne ha affatto bisogno e di dare poco a chi non può arrivare alla fine del mese”.

Oltre alla necessità di permettere una vita dignitosa ai pensionati, sul tavolo gira un altro problema: fare in modo che anche i giovani di oggi possano arrivare ad avere una pensione.

Secondo il presidente dell’Inps, Tito Boeri, il blocco dell’adeguamento all’aspettativa di vita per la pensione di vecchiaia “non è una misura a favore dei giovani”. A proposito della discussione sul possibile stop nel 2019 all’adeguamento dell’età di uscita, Boeri spiega che i costi si “scaricherebbero sui nostri figli e sui figli dei nostri figli”. Per Boeri sarebbe meglio una misura per la fiscalizzazione di una parte dei contributi all’inizio della carriera lavorativa per chi viene assunto con un contratto stabile.

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