Quanto metteranno a disposizione le famiglie per gli acquisti in saldo? Le previsioni dei commercianti sono abbastanza allineate e si attestano intorno ai 150 euro a persona, quelle delle associazioni dei consumatori sono un po’ più diversificate: Federconsumatori stima una spesa media a famiglia di poco superiore ai 180 euro, mentre Adoc parla di un budget non superiore a 250 euro a famiglia, circa il 10% del reddito mensile disponibile. Per l’Adoc almeno un acquisto su tre sarà fatto online.

“La spesa delle famiglie per i saldi non supererà i 250 euro, secondo le nostre previsioni – ha detto Roberto Tascini, presidente dell’Adoc – purtroppo la combinazione tra redditi bassi e spese primarie e irrinunciabili elevate, come quelle sostenute per alimentazione, casa, trasporti e tasse, non permette alle famiglie italiane di destinare grosse cifre alle spese extra come i saldi. Anche perché i saldi arrivano, come sempre, dopo le festività natalizie, una circostanza che limita ulteriormente la corsa agli acquisti, almeno nel periodo iniziale. Gli acquisti più ingenti si concentreranno infatti nel periodo finale, quando gli sconti arriveranno fino al 50-60%. E’ importante rilevare che, almeno secondo le nostre stime, circa il 30% dei consumatori effettuerà acquisti a saldo online. Un dato che non sorprende, vista la crescita esponenziale dell’e-commerce. Che, ricordiamo, è un settore che riesce a fare affari tutto l’anno rispetto ai negozi fisici, dato che sul web è sempre possibile approfittare di sconti e offerte, in media del 10-15%.”

Sulle vendite online si concentra l’attenzione del Movimento Difesa del Cittadino, che parla di una situazione complessiva di scarsa trasparenza nei prezzi.  “Dopo i vari Black Friday e Cyber Monday, cui sono seguiti gli acquisti “obbligati” dei regali di Natale, i consumatori non avranno granché da spendere”, commenta il presidente di MDC Francesco Luongo, per il quale “è proprio sulle percentuali di ribasso che si gioca una partita sempre meno trasparente. Chi acquista online sa che i principali siti hanno iniziato ad applicare gli sconti già da tempo. Ad esempio su Amazon vengono pubblicizzati da tempo gli sconti del 50% su tantissimi prodotti, a cominciare dall’abbigliamento invernale. Tutto questo – prosegue Luongo – avviene in un contesto di scarsa trasparenza poiché, non indicando i prezzi di partenza, si aggira la normativa sui saldi, in contrasto con il Decreto legislativo n. 114/98 in materia di disciplina del commercio che, all’art. 15, quanto ai saldi stabilisce che “lo sconto o il ribasso effettuato deve essere espresso in percentuale sul prezzo normale di vendita che deve essere comunque esposto”. Si tratta di una indicazione fondamentale che paradossalmente nell’e-commerce sembra essere ignorata”.

Come orientarsi per acquisti sicuri online? MDC ha diffuso una serie di consigli utili. Fra questi, basta sottolineare la necessità di valutare sempre da chi si acquista (dal sito dell’azienda oppure da intermediari), di prestare attenzione ai costi aggiuntivi (un prezzo troppo basso potrebbe nascondere un prodotto di minore qualità o addirittura falso, ma occhio anche ad eventuali imposte e spese di spedizione). Altro consiglio fondamentale è quello di fare attenzione alle catene di Sant’Antonio. Spiega MDC: “Sul web si stanno diffondendo siti specializzati in super offerte, dove è possibile trovare prodotti, dallo smartphone ultimo modello al capo d’abbigliamento firmato, scontati fino all’80%. Spesso, però, dietro questi siti si cela il meccanismo della catena di Sant’Antonio che è alla base delle vendite piramidali. Lo sconto, infatti, si applica solo a chi convince altri “amici” a fare acquisti che, a loro volta, dovranno convincere tanti altri consumatori ad acquistare dal sito seguendo lo stesso schema. Un vecchio trucco che è bene evitare per non rischiare brutte sorprese”. Per quando riguarda il diritto di recesso, anche online ci sono a disposizione 14 giorni dalla consegna del prodotto per ripensarci e restituire quanto acquistato. Lo stabilisce il Codice del Consumo prevedendo però alcune eccezioni: è opportuno quindi verificare sempre le indicazioni sul recesso pubblicate dal venditore sul sito selezionato. Come pagare in sicurezza? Sono tanti i modi per pagare online, dalle carte di credito o debito ai bonifici. L’importante è farlo in sicurezza, usando una connessione protetta, verificando che l’indirizzo web inizi per https (non http) ed accertandosi sempre che durante la transazione in basso a destra della finestra compaia l’immagine di un lucchetto.

L’Unione Nazionale Consumatori denuncia invece che le percentuali di sconto si stanno un po’ ridimensionando. Un’analisi fatta dall’associazione sui ribassi effettivamente praticati dai commercianti negli ultimi anni secondo le rilevazioni dell’Istat, e stimando il trend di quest’anno, dice che Abbigliamento e Calzature registreranno un abbassamento dei prezzi del 21,3%, in leggera diminuzione rispetto allo scorso anno, quando lo sconto fu del 21,7%.  “Dall’indagine dell’Unione Nazionale Consumatori emerge che prosegue la tendenza dei commercianti, a fronte di una leggera ripresa dei consumi, di ridurre gli sconti praticati – sostiene Massimiliano Dona, presidente dell’associazione – I dati Istat ci confermano inoltre che i ribassi solitamente pubblicizzati in vetrina, 70% e 50%, sono gonfiati e ben lontani da quelli effettivi. Insomma, l’abitudine di truccare il prezzo vecchio, così da alzare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’acquisto, prosegue. Per questo suggeriamo ai consumatori di guardare sempre al prezzo effettivo da pagare e di non farsi incantare da sconti troppo elevati”.

Cosa devono fare i  consumatori per acquisti informati? Conservare lo scontrino, perché il negoziante è obbligato a sostituire l’articolo difettoso. Fare attenzione ai “fondi di magazzino”: la merce posta in vendita sotto la voce “Saldo” deve essere l’avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino di anni e stagioni precedenti. Diffidare degli sconti “super” di oltre il 50%.  Ricordare che sulla merce è obbligatorio il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto “in modo chiaro e ben leggibile” (Dlg n. 114/98). Controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno: la merce in saldo deve essere inoltre separata in modo chiaro dalla “nuova”. Per quanto riguarda la prova dei capi, non c’è alcun obbligo da parte del negoziante di far provare gli abiti ma è una facoltà rimessa alla discrezionalità del negoziante. Il consiglio è dunque quello di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati. E i pagamenti? Nei negozi che espongono in vetrina l’adesivo della carta di credito (o bancomat), il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi.

In realtà, evidenzia un sondaggio fatto da Konsumer Italia, in molti casi le vendite scontate sono già iniziate. Un sondaggio fatto dall’associazione sui propri iscritti evidenzia che gli sconti anticipati sono iniziati già fra il 28 e il 29 dicembre. “Su 100 persone interpellate, comprese in una fascia di età tra i 30 ed i 65 anni, ben il 98% del totale ha risposto di aver ricevuto un sms che informava dell’inizio anticipato degli sconti”, dice l’associazione. “Questo comportamento, oltre ad essere lesivo della concorrenza, è anche illegale – commenta Fabrizio Premuti, presidente Konsumer- e ciò contribuirà a rendere il periodo dei saldi tutt’altro che un toccasana per la nostra economia. Le vendite al dettaglio, soprattutto dei piccoli esercenti, continuano a registrare cali e dubito che il trend subirà un’inversione, considerando la tendenza a favorire l’apertura  di nuovi centri commerciali a scapito dei commercianti di quartiere. Il sistema dei saldi è ormai obsoleto e le norme che dovrebbero regolarlo andrebbero rivisitate di concerto ai commercianti. Le costanti infrazioni alle regole lo dimostrano e sono diventate un imbarazzante segreto di Pulcinella”.