Saldi estivi, si parte il 1° luglio. Adoc: spesa di 270 euro a famiglia

 

Partiranno il 1° luglio i saldi estivi. Quali saranno le spese degli italiani per le promozioni di fine stagione? Quanto budget si potrà dedicare agli acquisti rimandati durante l’anno? Secondo una delle prime stime, che arriva dall’Adoc, per i saldi estivi le famiglie spenderanno in media non più di 270 euro in tutto, pari a circa il 10-12% del reddito disponibile. Un quarto di loro farà acquisti direttamente online. La spesa complessiva, dice l’associazione, è di circa l’8% più alta rispetto a quella sostenuta durante i saldi invernali.

Spiega il presidente Adoc Roberto Tascini: “La combinazione tra redditi bassi e spese primarie e irrinunciabili elevate, come quelle sostenute per alimentazione, casa, trasporti e tasse, non permette alle famiglie italiane di destinare grosse cifre alle spese extra come i saldi. Gli acquisti più ingenti si concentreranno, come di consueto nel periodo finale, quando gli sconti arriveranno fino al 50-60%. E’ importante rilevare che, almeno secondo le nostre stime, circa il 25% dei consumatori effettuerà acquisti a saldo direttamente online. L’e-commerce è un settore che riesce a fare affari tutto l’anno rispetto ai negozi fisici, dato che sul web è sempre possibile approfittare di sconti e offerte, in media del 10-15%. Questo è uno dei motivi per cui la spesa per i saldi è sempre più contenuta: i consumatori preferiscono diluire la spesa per il vestiario durante l’anno, piuttosto che concentrarla in un determinato periodo. Inoltre, molti negozi fisici effettuano promozioni continue durante l’anno. A questo punto ci chiediamo se abbia ancora senso prevedere i saldi in un periodo di tempo così ristretto e se non convenga liberalizzarli completamente”.

Come orientarsi negli acquisti? Alcuni comportamenti sono fondamentali. Conservare sempre lo scontrino: i capi in saldo si possono sostituire, se il prodotto acquistato è danneggiato o non conforme. Ricorda l’Adoc che in base al D.Lgs. n. 24/2002 il negoziante è obbligato a sostituire l’articolo difettoso, anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Per quanto riguarda il difetto di conformità il consumatore può denunciarlo al venditore entro il termine di due mesi dalla data in cui ha scoperto il difetto.

Attenzione ai fondi di magazzino: la merce in saldo deve essere quella della stagione che sta finendo, non fondi di magazzino di anni e stagioni precedenti. Alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono improvvisamente riempiti dei più svariati articoli. Diffidare anche di quei negozi che, a fine stagione, hanno per ogni tipo di prodotto il completo assortimento di taglie e colori.

Altro aspetto che va considerato è il supersconto. “Se l’esercizio pratica sconti superiori al 50%, spesso nasconde merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi”, dice l’Adoc, che sottolinea come sconti troppo alti siano “a rischio” per i consumatori. Nei negozi, sulla merce è obbligatorio il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto “in modo chiaro e ben leggibile”. Per i pagamenti, infine, è bene ricordare che nei negozi che espongono in vetrina l’adesivo della carta di credito (o bancomat), il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi.

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