Smog, Commissione Ue: niente più rinvii per mettersi in regola con i limiti di emissioni

 “Per adesso non abbiamo alcun deferimento” alla Corte Ue per lo smog, “anche se nel nostro Paese molti lo speravano”. Così il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti dopo l’incontro convocato dal commissario Vella. Ora “dipenderà da come la Commissione valuterà il materiale”, ma per l’Italia è una “continuazione del dialogo” che “fino a oggi ha evitato il deferimento”, con “il lavoro fatto che ha dato risultati nel miglioramento della qualità dell’aria, con sforamenti ridotti dal 2000 di più del 70%”.

Nel 2017 la Commissione europea aveva messo in guardia cinque dei Paesi presenti all’incontro – Italia, Francia, Spagna, Germania e Regno Unito – riguardo a un imminente provvedimento della Corte Europea contro le ripetute violazioni degli standard comunitari sulla qualità dell’aria, in vigore dal 2010. Anche Repubblica Ceca, Romania, Ungheria e Slovacchia sono stati convocati oggi a Bruxelles, a causa del mancato rispetto delle leggi europee sulla qualità dell’aria. L’Italia, unico Paese insieme alla Francia, è sotto procedura d’infrazione sia per le concentrazioni di particolato che per quelle di biossido di azoto.

I gas di scarico delle auto uccidono in Europa decine di migliaia di persone. Mentre ci sono delle leggi in vigore per proteggerci, per anni i nostri governi non hanno intrapreso le azioni necessarie a riportare l’inquinamento atmosferico entro i limiti previsti”, dichiara Benjamin Stephan della campagna Inquinamento di Greenpeace. “Tutto ciò è criminale e deve essere sanzionato. Ogni giorno di ritardo nell’abbandonare le auto a diesel o benzina in favore di forme di mobilità pulita, porterà ulteriori morti e renderà inevitabili i blocchi delle auto”.

Non possiamo continuare a rinviare, non ci sono nuove scadenze” perché gli stati membri si mettano in regola con la qualità dell’aria. Così il commissario Vella dopo la riunione con i Paesi che sforano i limiti Ue. “Se i Paesi hanno nuove misure da metter sul tavolo devono farlo al più tardi entro lunedì“, in quanto “non escludiamo di continuare il dialogo” ma, ha avvertito, “la sola cosa che tratterrà la Commissione da andare in Corte Ue è che quanto i Paesi mettono sul tavolo permetta di raggiungere i target senza ritardi”. “Senza misure nuove ed efficaci i limiti continueranno a essere superati“.

Sotto accusa è in primo luogo il biossido di azoto che negli ambienti urbani proviene per il 70-80 per cento dal settore dei trasporti, e in massima parte dai diesel. Classificato tra le sostanze certamente cancerogene, i suoi effetti patogeni sono principalmente a carico delle vie respiratorie, del sistema sanguigno, delle funzioni cardiache. È inoltre particolarmente nocivo sui bambini.

Il nostro auspicio è che l’intervento della Commissione sia effettivamente severo come è stato annunciato. È ora di ripristinare, urgentemente, la piena legalità ambientale a beneficio dei nostri polmoni”, dichiara Andrea Boraschi, responsabile della campagna Trasporti di Greenpeace Italia. “Siamo un Paese in cui, mentre i livelli di inquinamento atmosferico sono tra i peggiori in Europa, crescono le vendite di auto diesel, non si investe in mobilità alternativa, si continua a garantire le lobby delle fonti fossili. Sin qui, per trasformare la mobilità, specie quella urbana, in Italia si sta facendo poco più di niente”, conclude Boraschi.

 

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