Sul bus senza biglietto: arriva maxi multa. Adoc: sanzioni non risolvono il problema

 

Salire sui mezzi pubblici senza pagare il biglietto e non essere mai beccati dal controllore non sarà (forse) più motivo di vanto per molti passeggeri che ne avevano fatto una vera e propria specialità olimpica, tra salto del tornello in metropolitana e discesa rapida dal bus.

La manovra bis votata dal Governo poco prima di Pasqua infatti ha introdotto una severa stretta sui furbetti del biglietto che potrebbero pagare una sanzione pecuniaria fino a 200 euro. Ai controllori abituali, le società che gestiscono il servizio, si potranno affiancare altri agenti accertatori e ci si potrà servire anche delle telecamere per dimostrare l’infrazione.

Gli utenti dei servizi di trasporto pubblico regionale e locale, in qualsiasi modalità esercitati, sono tenuti a munirsi di valido titolo di viaggio, a convalidarlo all’inizio del viaggio e ad ogni singola uscita, se prevista, in conformità alle apposite prescrizioni previste dal gestore, a conservarlo per la durata del percorso e a esibirlo su richiesta degli agenti accertatori. Per i titoli di viaggio la convalida deve essere effettuata, in conformità alle apposite prescrizioni previste dal gestore, in occasione di ogni singolo accesso ai mezzi di trasporto utilizzati”, specifica il testo del provvedimento.

Vita dura quindi per i “portoghesi” di professione. Ma per chi paga da sempre il biglietto sembra non essere stata prevista nessuna misura premiante o di incentivo a continuare a timbrare il titolo di viaggio. Resta infatti in bilico un’altra misura della manovra-bis riguardante il trasporto pubblico locale. Si tratta della detrazione al 19% per gli abbonamenti, fino ad un massimo di 250 euro, per la quale pare ci sarebbero problemi di carenza di risorse.

Per Adoc “aumentare la sanzione non risolverà il problema dell’evasione. Oltre ad essere sproporzionata rispetto al costo del biglietto e per questo profondamente iniqua, per combattere l’evasione a bordo dei mezzi pubblici serve ripensare completamente il sistema dei controlli: effettuarli a campione non ha senso, piuttosto si deve obbligare l’utente a salire per un solo ingresso e in quel momento verificare se è in possesso del titolo di viaggio. Se non è in possesso o si prevede la possibilità di far versare la somma richiesta al momento o si vieta l’ingresso a bordo. Una soluzione già adottata in numerose città europee e non, di facile attuazione e che assicura il pieno rispetto delle regole”.

Ma i controlli e le multe non bastano. Secondo Roberto Tascini, presidente dell’associazione, “Si deve prevedere anche un incentivo all’utilizzo del trasporto pubblico e alla sostenibilità è fondamentale prevedere una detrazione fiscale sugli abbonamenti, sia mensili che annuali. Occorre spostare il traffico dal privato al pubblico, anche ai fini di una maggiore sostenibilità ambientale e vivibilità”.

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