Uomini casalinghi? Qualcosa sta cambiando

Oggi, in Italia, gli uomini che si dedicano a tempo pieno alla gestione della casa sono circa 40 mila. Un numero sempre in crescita, che fa felici mogli e compagne, e mostra in modo chiaro il cambiamento di coscienza in atto.

Un popolo di vitelloni, abituato a passare dalla madre alla moglie, poco propenso a mettere in discussione le proprie abitudini. È la fotografia un po’ sbiadita dei maschi italiani, che continuano a rifiutare di farsi coinvolgere nelle faccende domestiche. E le donne? Secondo un’indagine effettuata su un campione di quattromila casalinghe europee, le italiane mostrano un tasso di insoddisfazione del 76%, ben superiore a quello delle donne inglesi (51%) o tedesche (47%). Qualcosa però sta cambiando. Lo testimonia l’Associazione uomini casalinghi  che conta oltre seimila iscritti: uomini che per scelta o per necessità si dedicano a tempo pieno alle faccende domestiche. Dal 2003 a oggi, attraverso corsi, laboratori e convegni che hanno ottenuto grande attenzione da parte dei media, l’associazione si è battuta per promuovere un nuovo modo di organizzare la vita domestica. In questo modo è riuscita a raccogliere una miriade di informazioni e competenze guardando proprio all’ecologia domestica.

Il volto di Fiorenzo Bresciani, presidente e fondatore dell’associazione, compare spesso nelle trasmissioni televisive di intrattenimento e continua a parlarci con semplicità di questo cambiamento di coscienza. Quando siamo andati a intervistarlo, a Pietrasanta (Lu), ci ha subito mostrato la carta d’identità. Professione casalingo: un riconoscimento importante, con tanto di timbro.

Fiorenzo, ci puoi fare una stima numerica degli uomini casalinghi in Italia?

È difficile fare una stima precisa, sappiamo che oltre 22 mila uomini pagano l’assicurazione all’Inail contro gli infortuni casalinghi. Secondo l’Inps, gli uomini casalinghi sono circa 40 mila, ma potrebbero essere molti di più.

Le faccende domestiche sono roba da uomini?

All’interno delle mura domestiche non esistono lavori da donne e lavori da uomini: le pulizie sono un atto importante, da condividere con responsabilità di ognuno.

E le donne, che cosa dicono?

Ci sono donne, poche in verità, che si sono sentite defraudate, altre che, semplicemente, si mettevano a ridere. Ma, in verità, nel mio percorso ho raccolto soprattutto favori e incoraggiamenti dal mondo femminile: un maggiore coinvolgimento dell’uomo nelle pulizie e nei lavori di casa  è comunque un alleggerimento che permette alle donne di realizzarsi anche fuori dalle mura domestiche. Abbiamo fatto capire che si trattava di una questione pratica e non ideologica.

Ma fare il casalingo può essere considerato un vero e proprio lavoro?

Una sentenza della Corte Costituzionale (n. 28 del 19/1/1995) riconosce l’attività casalinga come un lavoro da cui l’intera comunità trae innegabili vantaggi. Il lavoro familiare è un bene comune che deve essere tutelato anche per gli aspetti economici previdenziali. Nel corso degli anni ci siamo impegnati per riconoscere la dignità di questo vero e proprio mestiere, magari non retribuito, ma di vitale importanza per l’equilibrio delle famiglie.

Com’è nata l’idea di un’associazione?

Quando mi ritirai dal lavoro e iniziai a svolgere mansioni casalinghe a tempo pieno, ebbi modo di incontrare molti uomini che condividevano la mia stessa esperienza. Da qui è nata l’idea di impegnarsi nel riconoscimento della vera parità, per la rivalutazione della vita domestica come bene prezioso.

Guardandoti intorno, ti sembra che oggi il ruolo dell’uomo nella società sia cambiato?

Il modello di maschio che non deve chiedere mai è ormai in crisi, questo è evidente. È giunta l’ora che l’uomo si assuma le proprie responsabilità, iniziando a gestire anche gli impegni della vita domestica, dalle pulizie alla cucina, alla cura dei figli. C’è bisogno di mettersi apertamente in discussione, solo in questo modo possiamo crescere insieme. Il fatto di condividere le faccende domestiche tra uomini e donne è un modo per prendersi cura della pro- pria vita, della propria famiglia e sviluppare relazioni affettive sane ed equilibrate. La reciprocità è un valore su cui si possono fondare relazioni sane.

di Terra Nuova

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