1 APRILE: GIORNATA INTERNAZIONALE DEL "LAVORO INVISIBILE"

Il Movimento Italiano Casalinghe (MO.I.CA.) lancia in Italia la Giornata Internazionale del “Lavoro Invisibile” con lo slogan “Rendere visibile il lavoro invisibile”. L'impegno è perché martedì 1 aprile 2008 tale ricorrenza venga ricordata e celebrata, da parte della nostra associazione, in tutta Italia, con convegni, comunicati stampa e approfondimenti giornalistici, affinché i politici in corsa elettorale si impegnino a rispettare e valorizzare il lavoro familiare e chi lo svolge per la rilevanza che esso ha in sé.

Dopo la festa della donna, della mamma, del papà, dei nonni e degli innamorati, sembra giusto che un giorno dell'anno ci si ricordi del lavoro casalingo, più correttamente da definirsi lavoro familiare o di cura.

Il lavoro invisibile comprende l'insieme delle attività che spesso anche i familiari vanificano in breve tempo: il pasto che richiede ore di preparazione e che viene consumato in fretta; la cucina, le camere e la casa che si sporcano in pochi minuti dopo essere state puntualmente pulite, e così via. Il complesso di queste mansioni non retribuite, sono svolte in seno alla famiglia soprattutto dalle donne. E' importante ricordare che il lavoro familiare non si limita certo alle sole faccende domestiche, ma include il delicato lavoro di cura nei confronti dei propri cari, dall'inestimabile valore morale, educativo, affettivo e gestionale.

E' “invisibile” anche perché il suo valore non viene quantificato nei bilanci nazionali e, nonostante si riconosca che esso costituisce una grande ricchezza economica e sociale per il paese, continua a essere occultato in ogni valutazione ufficiale. Studi scientifici recenti valutano il lavoro svolto in famiglia pari a 433 miliardi di euro annuali solo nel nostro paese, equivalenti a 1/3 del P.I.L. nazionale.

Il lavoro familiare, infatti, è poco considerato, dato per scontato, mai remunerato, sebbene tanto prezioso per il benessere della famiglia e della società. La stessa attività costituisce un vero e proprio lavoro, anche ben retribuito, quando è svolto per terzi, mentre appare invisibile quando è fatto gratuitamente a favore dei propri familiari.

Non dimentichiamo che il Parlamento Europeo nella Risoluzione dei 13/1/1986 aveva individuato l'importanza del lavoro non remunerato delle donne nella formazione del prodotto interno lordo nazionale, anche se, purtroppo, tale principio non ha ancora trovato ospitalità nelle legislazioni dei vari paesi.

La Corte Costituzionale, con sentenza n. 476 del 1987 e con quella successiva n. 28 del 1995, aveva con chiarezza affermato che “il lavoro effettuato all'interno della famiglia per il valore sociale ed economico può essere compreso nella tutela che l'art. 35 assicura al lavoro in tutte le sue forme”. Ancora, nel 2005 la Corte di Cassazione ha affermato che “costituisce ormai patrimonio della giurisprudenza il principio secondo cui la casalinga, benché non percepisca reddito monetizzato, svolge un'attività suscettibile di valutazione economica, che non si esaurisce nell'espletamento delle sole faccende domestiche ma si estende al coordinamento della vita familiare”. Ma se la legislazione è riconoscente, non altrettanto lo è il piano attuativo.

Il primo martedì del mese di aprile è di fatto la giornata internazionale del lavoro invisibile: in Canada l'associazione AFEAS ( Associatiòn Fèminine d'Educatiòn e d'Actiòn Sociale) è già all'ottava edizione e la FEFAF (Fédératiòn Européenne des Femmes Actives au Foyer) – di cui Tina Leonzi è vice Presidente europea -, che comprende 25 organizzazioni di casalinghe in tutta Europa, fra le quali il MO.I.CA., chiede che ci si attivi in tutti i paesi per rendere visibile questo nostro lavoro invisibile, anche attraverso una giornata ad esso dedicata.

Ed è per questo che la nostra associazione MO.I.CA., prima in Italia per numero di gruppi operanti sul territorio nazionale, ricorderà ogni anno la ricorrenza il primo martedì del mese di aprile, come già avviene in Canada e in altri paesi delle Americhe (nord, centro, sud) e dell'Europa.

 

CASALINGHE/I SPA


Alcuni dati di rilievo, estrapolati dall'approfondimento giornalistico contenuto nel quotidiano “La Repubblica” di Sabato 24 Novembre 2007


E' pari a 433 mila miliardi di euro il fatturato prodotto dal lavoro familiare in Italia, l'equivalente di un terzo del PIL (32,9 %): una ricerca complessa e inedita quella compiuta dagli economisti di Lavoce.info e riproposta nel servizio de “La Repubblica”.

Secondo i dati emersi dall'indagine sarebbero femminili le principali artefici del lavoro familiare italiano, con una percentuale del 23,4 % contro quella maschile, che si ferma al 9,5 % sulla cifra complessiva di 32,9 %. L'operato femminile parrebbe valere meno, sul piano monetario, rispetto a quello maschile: un'ora di lavoro domestico effettuato da una donna corrisponde a 6,94 euro, ma diventa pari a 8,76 euro per i casalinghi.

In media ogni donna dedica alla cura della casa e della famiglia 5,78 ore al giorno, contro le 2 ore scarse (1,92) degli uomini, confermando così che la donna ha di fatto un doppio lavoro: all'eventuale professione extra casalinga si aggiunge quella dedicata alla famiglia, che occupa quasi 6 ore giornaliere.

Più precisamente, il lavoro familiare include la cura dei familiari, in particolare anziani e bambini, l'approvvigionamento dei beni di prima necessità e lo svolgimento delle faccende domestiche.

Pare inoltre che gli italiani siano particolarmente consacrati al lavoro familiare, totalizzando 233 minuti al giorno dedicati alle attività di cura, contro i 242 minuti medi dei tedeschi, i 218 dei nord-americani e i 206 degli olandesi. Eppure, per quanto riguarda le paghe, siamo gli ultimi: solo 7,83 euro di media all'ora rispetto agli 11,12 euro che si guadagnerebbero in Germania, oppure i 10,93 euro dell'Inghilterra.

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