‘Razionalizzare la distribuzione dei carburanti'

L'allarme è stato lanciato negli scorsi giorni dalle associazioni dei consumatori: le famiglie italiane nel 2005 spenderanno 200 euro in più per il rifornimento. Ma i prezzi alle stelle toccati da verde e diesel rischiano di pesare non solo sulle tasche degli automobilisti, ma sull'intera economia. A cominciare dall'inflazione: tra marzo ed aprile la benzina ha subito un incremento del 4,4%; peggio ancora il gasolio che è salito del 4,8%.

Così come i prezzi industriali italiani che, secondo il ministero delle Attività produttive, sono i più alti di eurolandia e dell'intera Europa a 25. Per questo, da più parti, si chiede una manovra d'urgenza. In primis c'è la proposta dello strumento fiscale in grado di arginare l'emergenza. è, infatti, l'accisa (vale a dire l'imposta di fabbricazione) a trovarsi al centro delle polemiche. Il je t'accuse, in questo caso, arriva dalla Fegica, il sindacato dei benzinai aderente alla Cisl che tuona: “Lo scorso anno lo Stato ha incassato oltre 36 miliardi di euro (il 33% in più del 1995) di gettito fiscale sui carburanti e oli minerali”. Ma il caro-benzina – secondo la Fegica, il sindacato dei benzinai aderenti alla Cisl – riguarda anche la rete di distribuzione italiana. Gli automobilisti italiani – si legge in una nota – quando si tratta di fare benzina sono un po' troppo pigri. Preferiscono, infatti, essere serviti anche spendendo qualche centesimo in più. Per molti, tuttavia, farsi fare il pieno dal gestore della pompa può essere una scelta obbligata, perché in l'Italia i self service sono piuttosto scarsi. Su quasi 23 mila impianti distribuiti su tutto il territorio nazionale – precisa la Fegica- quelli in cui si può far benzina da soli sono appena il 17%, una percentuale ben al di sotto della media europea (48%). In particolare, in Spagna il 21% degli impianti è self service, in Portogallo si sale al 34%. Ma è in Germania (95%) e in Gran Bretagna (96%) che è praticamente impossibile essere serviti. Un problema, quello del sistema di distribuzione, rilevato anche da Adusbef e Federconsumatori. Le due associazioni hanno, infatti, stimato che se la rete dei carburanti fosse razionalizzata, ogni famiglia italiana risparmierebbe 224 euro all'anno. In particolare – spiegano i Consumatori – la distribuzione in Italia è affetto da due problemi: un numero eccessivo di distributori e la mancata presenza di rifornimenti presso i grandi centri commerciali, così come negli altri Paesi europei. Inconvenienti che si scaricano sul prezzo del consumo: 5 centesimi in più al litro di carburante per l'eccesso di impianti e un mancato risparmio di circa 6-7 centesimi al litro per la minore concorrenza. Ma a questi costi diretti – sostengono Adusbef e Federconsumatori – si devono aggiungere quelli indiretti che hanno una ricaduta negativa sulla formazione dei prezzi dei beni di largo consumo, dal momento che l'80% delle merci viene trasportata su gomma. Va, infine ricordato, che è stata recepita nel nostro ordinamento la direttiva comunitaria 2003/17/Ce relativa alla qualità della benzina e del combustibile diesel. Le principali novità della nuova disciplina riguardano l'obbligo di utilizzare carburanti con tenore di zolfo massimo uguale a 10mg/Kg. Mentre dal 1 gennaio 2009 benzina e diesel con quantitativi superiori a quelli fissati dal decreto saranno definitivamente messi al bando.

Fonte: Miaeconomia

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