A PADOVA IL PRIMO SUPERMARKET EQUO E SOLIDALE

Pronta tra due anni la “cittadella della solidarietà” promossa da Banca Etica. Intanto in città apre “Macondo” il primo bar gelateria equo ed entro l'estate arriverà un altro caffè pasticceria.

Il progetto è già stato presentato al consiglio di quartiere e quindi va avanti. Entro il 2007 nella zona che da via Jacopo da Montagnana, sbuca davanti alla chiesa di Sant'Antonino all'Arcella, e che comprende il pensionato per studenti “Domus Letitiae” e l'ex cinema Arcella, nascerà la prima “cittadella della solidarietà” del Veneto.

Ne parlavamo nell'agosto del 2003 con Fabio Salviato, presidente di banca Etica.
Voleva fare il primo supermercato equo-solidale in centro, in piazza dei Signori. Il tempo è passato ma l'idea è rimasta sempre con Banca Etica e il Consorzio Etimos come protagonisti.
In assenza di Salviato oggi in Perù proprio per l'assemblea dei soci di Etimos (nell' anno dedicato al microcredito) ne parla Paolo Pastore direttore di Transfair Italia ovvero l' organizzazione che pone il marchio di certificazione di garanzia e qualità del commercio equo e solidale (ovvero che i prodotti siano pagati equamente ai produttori e vi siano fondi per lo sviluppo).
Transfair Italia ha sede a Padova.

«L'idea è di fare un supermercato dove si vendano prodotti alimentari dell'equo e solidale ma anche dell'agricoltura biologica come El Tamiso – spiega Pastore – basti pensare che proprio la cooperativa La Tortuga ha avviato da poco la linea Macondo, ovvero trenta prodotti, dal miele ai biscotti, al caffé al succo d'arancia, il cui concentrato viene addirittura da una cooperativa di agricoltori costituita nel Paranà da discendenti degli emigranti veneti. In ogni caso si troveranno anche cose diverse, dai mobili ai vestiti, fino ai pannelli solari o ai rubinetti che “tagliano” il consumo di acqua».

La cittadella nascerà dalla ristrutturazione del pensionato per studenti di proprietà dei frati del santo ma gestito da alcune suore che sarà diviso in una foresteria e in una parte più commerciale.
Quest'ultimo polo sarà dai 700 ai 1000 metri quadrati di superficie con sviluppo su un piano solo.
E sarà collegato magari da un passaggio aereo all'ex cinema Arcella dall'altra parte della strada che verrebbe completamente rimodernato per farne una sala congressi. La proprietà rimarrebbe dei frati ma Banca Etica si impegnerebbe a finanziarne la ristrutturazione.
«L'idea è di unire la parte economica a quella sociale» dice Pastore a partire dal fatto che oggi il 61 per cento dei consumatori si dice disposto a pagare anche il 20 per cento in più se i prodotti vengono dal commercio equo e solidale.

Ma se questa è una grande iniziativa per la quale occorre ancora tempo ce ne sono altre in dirittura d'arrivo.
Sabato prossimo ad esempio, in via Umberto I al numero 68 apre “Macondo” il primo bar gelateria equo-solidale.
Ne sono soci Simone Ferraro, Paolo Rizzi, Angelino Pancera e Giuseppe Masetto insieme alla cooperativa La Tortuga.
«Utilizziamo solo prodotti naturali come frutta e latte – spiega Simone – Non usiamo coloranti, addensanti o additivi. Useremo molto le spezie per gelati aromatizzati, tipo il cioccolato al cardamomo o il cioccolato allo zenzero. Come dolcificante solo zucchero di canna, integrale e biologico. Ovviamente cioccolato, caffé, uvetta, banane e ananas provengono dal commercio equo e solidale. Inoltre faremo gelato con il latte di soia o col fruttosio per i diabetici. L'abbiamo presentato tre anni fa in fiera a Civitas e da allora lo stiamo portando in tutt'Italia».
Aprirà invece entro l'estate in corso Vittorio Emanuele in zona Santa Croce il primo caffè pasticceria equo e solidale. Interpreti ne saranno Angelica Betteto che vanta già esperienza internazionale nel settore della pasticceria e la cooperativa sociale Arca.
Il nome? Si chiamerà Solidalidea.

Il gazzettino

Condividi questo articolo