Abbigliamento outdoor, Greenpeace: Gore-Tex senza sostanze pericolose

Via i composti pericolosi dal Gore-Tex. Gore Fabrics, l’azienda americana leader del mercato, nota al pubblico per i suoi prodotti con marchio Gore-Tex, passerà all’uso di tecnologie idrorepellenti prive di PFC pericolosi. L’annuncio dell’azienda permette a Greenpeace, da anni impegnata in una campagna per eliminare i prodotti pericolosi dalla filiera produttiva dell’abbigliamento, di commentare: “Inizia la rivoluzione detox nell’outdoor”.

L’associazione ambientalista ha puntato l’attenzione sull’abbigliamento outdoor e all’aria aperta nel 2015, denunciando l’uso dei PFC (composti poli- e perfluorurati) per la produzione dei tessuti idrorepellenti da parte delle principali marche del settore. I PFC sono impiegati in molti processi industriali per la produzione di beni di consumo: il settore dell’abbigliamento outdoor li usa nelle finiture impermeabilizzanti e antimacchia. Una volta rilasciati nell’ambiente, ha denunciato Greenpeace, si degradano molto lentamente, restando nella forma originaria per diversi anni e disperdendosi così su tutto il globo. I risultati delle analisi condotte sui campioni prelevati in diverse diverse aree di montagna hanno mostrato la presenza di questi PFC anche in aree apparentemente lontane e remote, nell’acqua e nella neve di zone ad alta quota che si presumono incontaminate. Ne è nata una campagna alla quale hanno partecipato migliaia di persone che hanno chiesto ai marchi dell’outdoor prodotti privi di PFC.

L’annuncio dell’azienda produttrice del Gore-Tex arriva in occasione dell’Ispo di Monaco, la principale fiera del settore outdoor. Commenta Chiara Campione, Detox Outdoor Corporate Lead di Greenpeace Italia: “L’impegno di Gore Fabrics, il più importante fornitore di tessuti idrorepellenti, manderà definitivamente in pensione l’utilizzo dei PFC nell’intero settore dell’abbigliamento e attrezzature outdoor”. Gore Fabrics eliminerà i PFC pericolosi dai suoi principali laminati outdoor (che corrispondono all’85 per cento di prodotti realizzati con questi laminati) entro la fine del 2020 e dai laminati speciali idrorepellenti (che corrispondono al restante 15 per cento dei prodotti realizzati con questi materiali) entro la fine del 2023. Per la produzione di membrane e rivestimenti idrorepellenti usati in numerosi prodotti, l’azienda americana svilupperà nuove tecnologie più rispettose dell’ambiente. In alcuni casi i PFC saranno sostituiti da altre sostanze. In altri processi produttivi, alcuni PFC continueranno ad essere usati ma con un monitoraggio i cui dati, accessibili a tutti, documenteranno che non vengono rilasciati nell’ambiente sostanze pericolose durante le fasi di lavorazione.

${DATE}“I nostri prodotti sono sempre stati sicuri da indossare, ma Gore riconosce i problemi riguardanti la possibile contaminazione ambientale generata dall’uso di questo gruppo di sostanze e la necessità di introdurre sul mercato tecnologie più sicure per l’ambiente” dichiara Bernhard Kiehl, responsabile Sostenibilità di Gore Fabrics. “Come produttore leader nel settore, Gore Fabrics è entusiasta per l’opportunità di guidare un profondo cambiamento nell’industria outdoor, investendo in modo significativo nello sviluppo di nuove tecnologie prive di PFC pericolosi.”

Per Greenpeace l’impegno di Gore Fabrics può dare il via a un cambiamento radicale in tutto il settore. “L’incredibile accelerazione del mercato outdoor verso tecnologie prive di PFC pericolosi, anche se non ancora completa, mostra che la trasformazione di un settore – commenta Campione – può essere raggiunta in tempi relativamente brevi, se i principali stakeholders sono disposti ad attivarsi insieme responsabilmente”. Nel rapporto “PFC Revolution in the Outdoor Sector”, Greenpeace Svizzera fornisce una panoramica sui progressi dei marchi di abbigliamento outdoor verso l’eliminazione dei PFC nei propri prodotti.

Condividi questo articolo