Abete, istruzioni per l'uso

Veniamo ora al riutilizzo. “Non va dimenticato”, sottolinea Rinaldi, che sebbene l'Abete rosso, il più usato per questi scopi, sia una pianta plastica, che si adatta a vivere in ambienti diversi, il suo habitat naturale è l'alta montagna, quindi il riutilizzo è consigliato solo se si ha un terreno sufficientemente fresco, possibilmente a una certa altitudine; in zona collinare o pianeggiante è necessario provvedere costantemente alla sua irrigazione durante il periodo più siccitoso.

 

Tenerlo in vaso, invece, pur adeguando quest'ultimo alle dimensioni della pianta, è indubbiamente possibile ma solo per pochi anni, a causa delle dimensioni che in natura superano i 30 metri di altezza”.
In mancanza delle condizioni adatte al mantenimento dell'abete è preferibile quindi donarlo ai centri di raccolta indicati dai vivaisti o dai Comuni che provvedono al recupero della pianta: dagli alberi ormai inutilizzabili viene ricavato il legno, mentre le piante in migliori condizioni sono trasportate e trapiantate in luoghi idonei al loro attecchimento.
Un ultimo suggerimento può essere, infine, quello di utilizzare altri tipi di piante sempreverdi caratteristiche degli ambienti naturali dell'Italia centro-meridionale, che più facilmente si adattano al clima cittadino e a quello delle pianure, tra cui gli agrumi, i lecci, i corbezzoli e gli agrifogli.

Daniele Zoino

Fonte: Laura Rinaldi, Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree del Cnr, Sesto Fiorentino (Fi), tel. 055/5225688, e-mail: rinaldi@ivalsa.cnr.it

Pubblicato da: fiore

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