Acqua inquinata, presentata alla Camera risoluzione per bloccare nuove norme

Una risoluzione che chiede al Governo di revocare lo schema di decreto interministeriale che “renderebbe de facto lecita l'erogazione di acque destinate a consumo umano anche in presenza di contaminazione da cianobatteri e loro microcistine”, e che quindi pretenderebbe di consentire di erogare come potabile acqua inquinata da sostanze tossiche e cancerogene: è quanto hanno depositato i deputati del Pd Gino Bucchino e Anna Margherita Miotto presso la XII Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati, con una risoluzione che impegna il Governo italiano affinché il Decreto legislativo n. 31 del 2001 non venga modificato con l'introduzione di nuovi valori di parametro per sostanze cancerogene evitabili per le quali non esistono soglie di sicurezza.

La risoluzione è stata divulgata dall'Associazione italiana medici per l'ambiente ” Isde (International Society of Doctors for the Environment ” Italia) di Viterbo, che nei giorni scorsi ha denunciato la questione, rendendo noto che se le nuove norme ” uno schema di decreto interministeriale ” divenissero operative, queste potrebbero consentire di erogare come potabile acqua inquinata da sostanze tossiche e cancerogene come cianobatteri e relative microcistine. La risoluzione presentata dai due deputati chiede dunque che sia revocato lo schema di decreto interministeriale attualmente all'esame della Commissione Europea.

Nella risoluzione, che riprende le osservazioni dell'Isde, si legge che “lo schema di decreto sembra essere stato indirizzato per verifica alla sola Commissione imprese e industrie dell'Unione europea (nel cui sito internet compare con la relativa scheda), mentre riguarda una classe di sostanze tossiche di diretto impatto e interesse primario sanitario e non industriale, in quanto è riferito alla totalità della popolazione nazionale utente di un servizio”.

E si precisa che “l'approvazione del decreto renderebbe de facto lecita l'erogazione di acque destinate a consumo umano anche in presenza di contaminazione da cianobatteri e loro microcistine, violando l'articolo 32 della Costituzione della Repubblica italiana che «tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività»; esso si pone peraltro in aperto contrasto con la necessità di combattere ogni forma di inquinamento e degrado delle acque, anche in considerazione degli obiettivi europei in tema di qualità delle acque previsti per l'anno 2015″.

I due deputati sottolineano inoltre che agenzie internazionali di protezione dell'ambiente e della salute evidenziano il pericolo per la salute umana rappresentato dai cianobatteri nelle acque, per la loro complessità biologica e per la potenzialità tossica ancora in parte sconosciuta, per l'imprevedibile risposta a diverse condizioni climatiche e per le azioni tossiche o cancerogene di vari tipi di microcistine prodotte.

Da qui la risoluzione, che impegna il Governo “ad adottare urgentemente tutte le iniziative necessarie affinché il decreto legislativo n. 31 del 2001, che ha recepito la direttiva europea 98/83 per quanto riguarda la potabilità delle acque destinate a consumo umano, non venga modificato con l'introduzione di nuovi valori di parametro per sostanze cancerogene evitabili per le quali, come noto, non esistono soglie di sicurezza” e “a revocare lo schema di decreto interministeriale citato, tenendo conto che esso si configura in conflitto con la normativa italiana e in contrasto con l'evidenza scientifica e la deontologia medica, ecologica e bioetica, oltre che con l'ortoprassi amministrativa e gestionale”.

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