Addio alle etichette ingannevoli per gli alimenti

L'Europa dice basta alla giungla delle etichette alimentare e mette nero su bianco. Da Strasburgo è infatti arrivato il via libero al nuovo testo per l'etichettatura dei cibi in cui spesso si perdono gli stessi consumatori, confusi tra ‘light', ‘senza zucchero' o ‘ricco di fermenti lattici vivi'. La nuova normativa, che porta la firma dell'eurodeputato Adriana Poli Bortone, punta in particolare a fare chiarezza sulla terminologia degli alimentati, ma anche sulla precisa composizione del contenuto.

In sostanza, a partire dalla fine di quest'anno, quando ovvero il provvedimento potrebbe entrare in vigore, l'utilizzo delle indicazioni nutrizionali e sanitarie non potrà essere falso o ambiguo, né dare adito a dubbi sulla sicurezza o sull'adeguatezza di altri alimenti o, ancora, incoraggiare il consumo eccessivo di un prodotto.
Ad esempio, per poter chiamare un alimento “ricco in fibre” dovranno esserci almeno 6 grammi di fibre per 100 grammi mentre per usare l'indicazione “povero in sodio e in sale” la presenza di tali elementi non potrà superare la soglia di 0,12 grammi per 100 grammi o 100 milligrammi.

Un altro punto forte del provvedimento, uno dei più discussi, riguarda l'obbligo per le imprese di indicare il “profilo nutrizionale” del prodotto se vogliono sfruttare il livello di un componente (per esempio, basso tenore di grassi) come argomento di vendita: ossia il rapporto tra grassi, sali e zuccheri contenuti negli alimenti che finiscono poi sulle tavole degli europei.
Alla Commissione Ue e all'Authority Ue per la Sicurezza Alimentare (Efsa), spetterà infatti di approvare e definire su basi scientifiche i profili alimentari per le varie categorie di alimenti.

“Con il suo voto il Parlamento ha appoggiato una legislazione che garantirà informazioni veritiere e scientifiche al consumatore”, ha commentato con soddisfazione il responsabile Ue della salute Markos Kyprianou che ha inoltre ricordato come “sarà possibile creare un mercato più giusto per i produttori le cui indicazioni nutrizionali e sulla salute sono veritiere e fondate”. L' idea della nuova normativa non è infatti solo quella di evitare che i consumatori vengano fuorviati nelle loro scelte di acquisto, ma anche di combattere malattie croniche come il diabete e l'obesità sempre più diffuse nei bambini: dati alla mano, ogni anno in Europa 400.000 nuovi bambini soffrono di obesità.

Fonte: Mia economia

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