Affitti, l'emergenza è vicina?

Affitti da usura per pensionati e lavoratori dipendenti, specie se single. A lanciare l'allarme è il Sicet, il sindacato inquilini della Cisl che, confermando i dati sul caro-locazioni presentati dal centro studi Ares la scorsa settimana, fa due calcoli in tasca alle categorie più esposte.


Complessivamente, infatti, gli affitti pesano sul reddito familiare di pensionati e lavoratori dipendenti almeno il 50%. Ad essere 'strozzati' sopratutto i pensionati che per far fronte al canone impegnano mediamente circa il 70% della pensione (il 110% se single).

Per i lavoratori dipendenti la situazione non è molto più rosea: l'affitto assorbe come minimo il 46% del reddito ma se il nucleo è numeroso o se vi è un solo reddito il peso supera spesso il 60%. A rischio anche le giovani coppie, immigrati e studenti che non possono permettersi i canoni proposti sul libero mercato, tanto meno accollarsi un mutuo per l'acquisto.

“Quest' anno – incalza Ferruccio Rossini, segretario generale del Sicet – saranno migliaia gli sfratti per morosità e a nulla servirà la proroga (concessa fino al 31 marzo di quest'anno ad anziani e portatori di handicap, ndr)”.
Per Rossini “occorre reperire almeno un milione di case popolari ed un Fondo sociale affitti che superi i 500 milioni di euro l'anno, Il doppio rispetto a quanto stanziato fino ad oggi”.

Punta l'indice contro il Governo (“è in colpevole ritardo” sui problemi della casa) anche Gabriella Pistone, responsabile per le politiche abitative del Pdci che, in un'interrogazione ai ministri dell'economia, delle infrastrutture e delle politiche sociali, denuncia: “A breve 700.000 contratti d'affitto dovranno essere rinnovati e si prevedono aumenti pesanti per gli affittuari, tenuto conto del fatto che gran parte dei contratti da rinnovare passeranno infatti dal cosiddetto canone agevolato a quello libero. In più, il 31 marzo prossimo scade la proroga degli sfratti concessa alla fine dell'anno scorso”.

Per la parlamentare la casa sta diventando una ” vera e propria emergenza sociale”, nelle grandi città e in province “a vocazione universitaria”, mentre “l'edilizia popolare è in tilt, il fondo sociale di sostegno all'affitto è di fatto ridimensionato, le case degli enti pubblici, che rappresentavano un calmiere importante, sono state tutte poste in vendita”.

Ma la finanziaria – conclude la Pistone – “invece di dare il segnale di svolta, ha solo inasprito la fiscalità sugli immobili, con conseguente ricaduta sociale purtroppo sugli affittuari degli appartamenti”, mentre “c'è necessità di maggiore edilizia residenziale pubblica, da destinare soprattutto ai più bisognosi, e di rimpinguare il fondo sociale all'affitto”.

Fonte:Miaeconomia

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