Altroconsumo: 3 pigiamini su 15 sono nocivi

Notti insonni con i pigiamini velenosi. Dall'indagine svolta da Altroconsumo c'è infatti troppa chimica negli indumenti dei bambini: tre su quindici capi sottoposti a test di laboratorio sono risultati positivi a sostanze chimiche nocive per la salute sul lungo periodo. In particolare, su due pigiamini sono state riscontrate quantità eccessive di ftalati, sostanze già bandite nella produzione di prodotti destinati all'infanzia e su un altro è stato trovato un colorante cancerogeno, il cui uso è da tempo limitato da una Direttiva europea. Lo riferisce in un comunicato l'associazione dei consumatori.

I capi sottoposti a test sono stati scelti tra i più comuni, prevalentemente destinati ai bimbi da zero a due-tre anni, venduti nella grande distribuzione, nei negozi per l'infanzia, in catene d'abbigliamento e di intimo. Obiettivo: verificare l'eventuale presenza e concentrazione di sostanze chimiche nei tessuti e nelle stampe plastificate spesso presenti. Tali sostanze possono migrare dal tessuto all'organismo per intensa sudorazione, inalazione o succhiando l'indumento.

Secondo Altroconsumo il “problema è di sistema, poiché c'è il vuoto legislativo: il settore della produzione tessile in Italia è privo di paletti normativi e regole che tutelino la sicurezza del consumatore. In altri Paesi europei, come in Germania, le stesse multinazionali ammettono di doversi adeguare a standard più elevati di garanzia di tutela della salute per il consumatore finale”.

Questi i capi segnalati dall'associazione al ministero dello Sviluppo economico e alla Camera di Commercio di Milano:

pigiamino Blukids di Upim, per presenza di un colorante azoico che rilascia un'ammina (la 4-methyl-m-fenilenediamina) cancerogena e limitata dalla Direttiva 2002/61/CE. Il pigiamino ne rilascia 52ppm, una quantità superiore al limite massimo consentito di 30ppm;

pigiamino Texbasic di Carrefour, per presenza di ftalati in misura superiore rispetto ai limiti previsti dalla normativa europea (Direttiva 2005/84/CE relativa alle restrizioni in materia di immissione sul mercato e di uso di talune sostanze e preparati pericolosi – ftalati nei giocattoli e negli articoli di puericultura);

pigiamino Tezenis, per presenza di ftalati in misura superiore rispetto ai limiti previsti dalla normativa europea (la stessa Direttiva 2005/84/CE).

Anche in due pigiami acquistati presso negozi specializzati per l'infanzia (Prénatal e Chicco) è stata riscontrata una presenza rilevante di ftalati.

“L'industria tessile – spiega Altroconsumo – utilizza massicciamente sostanza nocive e per questo è considerata una delle più inquinanti. Detergenti, coloranti e fissanti lasciano le proprie tracce sui tessuti. Nonostante la delicatezza del problema non esiste in Italia nessuna legge che imponga regole severe ai produttori. Molte sostanze tossiche potrebbero essere sostituite con altre più sicure per la salute. La riprova: sul mercato e dal nostro test emergono prodotti sicuri, senza alcuna traccia di sostanze pericolose”.

Tra i consigli di Altroconsumo: lavare sempre il capo prima dell'uso (elimina l'eventuale formaldeide presente) ed evitare di acquistare pigiamini o magliette con stampe plastificate e di colore scuro, dove le sostanza nocive sono più frequentemente rintracciabili.

2008 – redattore: LM

Fonte: helpconsumatori.it

Pubblicato da: fiore

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