Altroconsumo: certificazioni verdi, bene l'Ecolabel. Altri sono solo green washing

L'Ecolabel è il marchio più affidabile. Altri marchi ambientali garantiscono il rispetto di criteri ben definiti. Altri ancora, invece, rappresentano solo delle autodichiarazioni generiche che si limitano a evocare il rispetto dell'ambiente, se non sfociano in vero e proprio green washing.

Altroconsumo si è chiesta quanto siano affidabili le “griffe verdi” e ha analizzato i marchi ambientali più diffusi sugli scaffali di supermercati e ipermercati, su prodotti quali articoli per la cura della persona, per la pulizia della casa, gli oggetti da cancelleria e le pile.

L'Ecolabel è il marchio europeo ed è il più affidabile. Si tratta infatti del marchio di qualità ambientale della Commissione europea, presente su 26 gruppi di prodotti (dai detersivi, ai materassi agli alberghi e molti articoli domestici) e su prodotti per la pulizia della casa. Ci sono poi i marchi che indicano i consumi energetici dei principali elettrodomestici, dividendoli in classi di efficienza (dalla A alla G): è l'etichetta energetica. Esiste un logo che indica poi le “pulizie sostenibili“: è il marchio del progetto Sustainable cleaning, un'iniziativa volontaria dell'industria di detergenti per promuovere la sicurezza chimica e della salute.

Ci sono però anche una serie di loghi che rappresentano autodichiarazioni generiche, quali quelli che indicano che il prodotto è “99% naturale”, quelli che contengono slogan vaghi e non verificabili, quelli che vantano una generica “energia verde” o che parlano, sempre in modo generalizzato, di “confezioni eco-compatibili”.

Quando sono le aziende che si autocertificano con slogan verdi, afferma Altroconsumo, qualche dubbio è lecito: “Molto spesso il marchio è volontario. Di fatto si tratta di un'autocertificazione: il produttore dichiara che il suo articolo è “rispettoso di” o “garantisce la tal cosa”. Purtroppo, in questi anni di grande moda dell'immagine ecologica, si tratta spesso di messaggi fumosi e inconsistenti ” spiega l'associazione ” Non è detto che un'autodichiarazione ambientale sia falsa: è vero però che in commercio ne abbiamo trovato parecchie che hanno solo la funzione di evocare in modo suggestivo il rispetto dell'ambiente: ma questo è green marketing, che col consumo sostenibile c'entra poco. In questa logica, modaiola e poco più, di strilli ambientali falsi o indimostrabili, rientra il green washing, termine anglosassone conosciuto tra gli addetti ai lavori, che indica un insieme di strategie pubblicitarie mirate alla pulizia superficiale dell'immagine aziendale”. Letteralmente “green washing” significa infatti “lavare con verde” ed è una pratica con la quale aziende o istituzioni si appropriano ingiustificatamente di virtù ambientaliste, per darsi una buona immagine dal punto di vista ambientale, magari in contrasto con le proprie responsabilità o con l'impatto negativo delle proprie attività.

Dall'indagine di Altroconsumo emerge però che non tutto è negativo. “Esistono veri marchi ecologici, che garantiscono un reale beneficio per l'ambiente e che dimostrano che il prodotto rispetta criteri predefiniti, verificati da enti di certificazione esterni ” afferma l'associazione ” Quello più diffuso è l'Ecolabel, il marchio europeo, attribuibile ormai a 26 categorie di prodotti e servizi, di cui molti italiani. Ne esistono altri, più o meno noti, comunque affidabili, anche se meno diffusi tra gli scaffali italiani”.

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