Altroconsumo: manovra, il costo voce per voce

L'associazione ha fatto il punto sul peso economico della manovra varata. Bollo sui depositi titoli, pensioni, detrazione, ticket sanitari: ecco quanto si pagherà.

Quanto costerà la manovra economica alle famiglie? Quanto peserà sulle tasche dei cittadini? Da subito si è capito che graverà parecchio, con una perdita di reddito stimata fra 1200 e 1800 euro l'anno (Cgil) e con una perdita del potere di acquisto di circa 1500 euro (Federconsumatori e Adusbef). A fare il punto sui singoli costi della manovra è Altroconsumo, che ripercorre le diverse novità introdotte nel provvedimento – dal bollo sui depositi titoli alle pensioni, dalle detrazioni al super bollo ai ticket sanitari.

Su questi ultimi ci sono “vere e false novità”, considerato che il ticket di 25 euro per i codici bianchi al pronto soccorso era già stato introdotto nel 2007 ed era già applicato, a eccezione della Basilicata, con esclusione di alcune categorie esentate, come i bambini di età inferiore a 14 anni. La vera novità riguarda il ticket da 10 euro per gli esami di laboratorio e le prestazioni ambulatoriali, che va ad aggiungersi al ticket già presente (fissato al massimo in quasi tutte le regioni a 36.15 euro).

Tutto questo significa però che diventa più conveniente rivolgersi a un privato. Spiega Altroconsumo: “In totale per ciascuna ricetta si arriverà a spendere 46.15 euro, pagati direttamente alla struttura che eroga la prestazione. è evidente che con questa manovra potrebbe essere più conveniente rivolgersi direttamente alla struttura privata. Pensiamo ad esempio ad alcuni esami di laboratorio che costano pochi euro – spiega l'associazione – La franchigia di 10 euro con il sistema pubblico può fare sì al cittadino costi meno usufruire della prestazione in regime privato. Ad oggi comunque le singole regioni stanno valutando le misure più opportune da adottare: Emilia Romagna Sardegna e Toscana ad esempio hanno deciso di non introdurre questo maxi ticket e di coprire il suo ammontare con dei fondi propri”.

Per quanto riguarda invece l'imposta di bollo sui depositi titoli, questa aumenta se il valore nominale è superiore a 50.000 euro. Nessun aumento, dunque, per i piccoli risparmiatori, per i quali l'imposta di bollo resta di 34,20 euro all'anno. Per gli importi superiori, c'è un aumento progressivo dell'imposta a seconda del patrimonio posseduto: per un valore nominale compreso fra 50 mila e 150 mila euro, l'imposta sarà di 70 euro da quest'anno e salirà a 230 euro dal 2013; per i depositi fra 150 e 500 mila euro, sarà di 240 euro quest'anno e 780 euro dal 2013; per i depositi superiori a 500 mila euro, sarà di 680 euro quest'anno e di 1100 euro dal 2013.

Sul fronte pensioni, viene penalizzato chi guadagna una cifra superiore a 1.794 euro al mese. La manovra blocca infatti gli adeguamenti Istat per i prossimi due anni alle pensioni superiori a questa fascia di pensione netta mensile. Al loro, l'adeguamento dell'indice Istat sarà del 70% (e non del 100%) per le pensioni annue comprese fra 18.226 e 30.443 euro, e non sarà applicato per pensioni superiore ai 30.443 euro (sempre lordi annuali). L'applicazione dell'adeguamento Istat non viene toccato per pensioni lorde annue fino a 18.226 euro.

Sulle pensioni più elevate, viene stabilito che per chi guadagna più di 90.000 euro lordi all'anno viene istituito un contributo di solidarietà del 5% del reddito che supera questa stessa soglia. Chi invece supera i 150.000 euro, si vedrà togliere il 10% calcolato allo stesso modo. Esempio: una pensione da 100.000 euro lordi annui subirà una riduzione di circa 22 euro al mese.

Altro capitolo è quello delle detrazioni e deduzioni, che in assenza di una riforma saranno tagliati in via lineare per tutti. Spiega Altroconsumo: “A partire dal 2013 si ridurranno forfettariamente del 5% tutte le agevolazioni che siamo abituati ad avere (figli a carico, lavoro dipendente, mutuo, ristrutturazioni, spese mediche, assistenza disabili, donazioni onlus, istruzione, assicurazioni vita, pensione complementare …), nel 2014 ci sarà l'ulteriore taglio del 20%. In pratica, a regime la riduzione sarà del 24% di quello che attualmente recuperiamo con la dichiarazione dei redditi o in busta paga/pensione. Questo taglio non sarà applicato se entro il 30 settembre 2013 verranno emanati provvedimenti ad hoc su ogni singola voce, cercando di riordinare la spesa sociale, per ottenere 4 miliardi di euro nel 2013 e 20 miliardi nel 2014″.

Torna il superbollo sulle automobili potenti con una addizionale di 10 euro per chilowatt per le autovetture e gli autoveicoli con potenza superiore ai 225 chilowatt. Attenzione però: “Rientrano nella categoria colpita dall'addizionale, ad esempio la Ford Focus 2.5T e la Bmw serie 335i (3500 benzina), in pratica berline con motorizzazioni molto potenti che superano i 2.500 cc di cilindrata – spiega Altroconsumo – Tuttavia, acquistando le versioni base di diverse auto sportive a 2 posti come la Porsche Cayman, la 'famosa' Suv Cayenne e la lussuosa berlina Panamera 3.6, non si viene colpiti dal superbollo”.

 BS

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