Altroconsumo: si fa presto a dire succo di frutta

Si fa presto a dire succo di frutta. Si va in negozio, si sceglie dallo scaffale uno degli innumerevoli prodotti presenti sul mercato e si cerca di dissetarsi. Attenzione però: ci sono succhi e succhi, la composizione cambia e proprio qui sta la differenza, perché le bevande alla frutta sono differenti per composizione, dunque per ingredienti e qualità di frutta contenuta.

Un consiglio in generale: meno ingredienti ci sono, meglio è. Questo quanto afferma Altroconsumo, che in occasione del caldo torrido di questi giorni fa il punto sulle bevande alla frutta.

Ci sono intanto le bevande “al gusto di frutta”: sono quelle che hanno il “sapore” di frutta, che può essere ottenuto anche artificialmente. Di frutta, quindi, ce n'è ben poca (sotto il 12%). Sulle confezioni, in questo caso, non deve esserci alcun richiamo alla frutta, né con scritte, né con immagini. Le bevande a base di frutta hanno un contenuto di frutta variabile, ma devono contenerne almeno il 12%.

Poi ci sono i nettari (o succo e polpa) che “hanno una concentrazione di frutta tra il 25% e il 50% (la concentrazione minima è definita dalla legge in base al tipo di frutta). è prevista l'aggiunta di acqua, zucchero (o edulcoranti), acido citrico come acidificante (succo di limone) e acido ascorbico come antiossidante (vitamina C)”.

Continua Altroconsumo: “I succhi di frutta sono costituiti da succhi al 100%, ottenuti dalla spremitura del frutto (per esempio, le spremute “fresche”) o da succo concentrato, al quale sono aggiunti acqua e gli aromi estratti al momento della lavorazione. I frullati, o smoothies, sono costituiti al 100% da frutta, senza nessuna aggiunta. In genere sono un mix di puree di frutta e hanno una consistenza più densa e cremosa rispetto ai succhi”.

2010 – redattore: BS

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