AMBIENTE. Emergenza rifiuti, Legambiente presenta la Campania "virtuosa"

In Campania non esiste solo l'allarme rifiuti. C'è una gran parte della regione, costituita soprattutto da piccole amministrazioni, capace di gestire il traffico e lo smaltimento dell'immondizia in modo razionale ed ecocompatibile. Lo ha constatato Legambiente, nella sua classifica annuale dei “Comuni ricicloni”. In tutto sono 95 le città campane che superano il 35% della raccolta differenziata. Esempi concreti sono Atena Lucana (Sa) con il 96,1%, Rofrano (Sa) con il 91,9% e Giffoni Sei Casali (Sa) con il 77%.

“Non è un male oscuro e incurabile. L'emergenza rifiuti – afferma il presidente nazionale di Legambiente Roberto Della Seta – che sta soffocando il Napoletano è cronica, ma la via d'uscita esiste. Basta guardare all'esempio di chi ha risolto il problema con la raccolta differenziata. E non serve andare nel virtuoso nord: Bellizzi, in provincia di Salerno, raccoglie separando i materiali il 73% dell'immondizia. Come? Con un collaudato servizio di raccolta porta a porta che si va raffinando con l'esperienza e con la collaborazione dei cittadini. Così come avviene ormai da molti anni nei comuni di Veneto, Lombardia e Piemonte”.

Nella classifica dei comuni ecologici ci sono piccole realtà come Atena Lucana ( 2.287 abitanti), che con il 96,1 % detiene il primato regionale, ma anche medie come Montecorvino Rovella (11.646 abitanti) , con il 72,2%. Siamo sugli stessi livelli delle città del Nord, come Maserada sul Piave (77%) e Preganziol (80,94%) in provincia di Treviso in testa alla classifica nazionale grazie anche all'alta qualità del sistema di gestione.

“La Campania, il napoletano in particolare, – dichiara Michele Buonomo, presidente di Legambiente Campania – sconta vent'anni di assenza di pianificazione. I buoni risultati dei tanti comuni salernitani, ma anche in provincia di Avellino e di Caserta rappresentano il paradosso di una regione che sa raggiungere percentuali altissime di raccolta differenziata e indicano che la vera questione riguarda il controllo della criminalità organizzata su traffico e smaltimento dei rifiuti. E' strategico aprire impianti di compostaggio che consentano lo smaltimento della frazione umida, che oggi anche i comuni più avanzati sono costretti a spedire in altre regioni arrivando a pagare fino a 140 euro a tonnellata. Avviare una seria ed efficiente politica di gestione è dunque possibile e risolverebbe la piaga dell'emergenza una volta per tutte”.

2007 – redattore: AA

Fonte: www.helpconsumatori.it

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