AMBIENTE: RICICLO PLASTICA, UN PRIMATO FEMMINILE

E' la casalinga, quella che ha maggiore consapevolezza che la plastica puo' essere riutilizzata completamente e lo dimostra anche con i fatti. Le massaie infatti battono, nell'ordine, impiegati e liberi professionisti. Ma soprattutto studenti. E' quanto emerge dalla ricerca 'Sai dove finisce la plastica?' realizzata dall'Istituto per la Promozione delle Plastiche da Riciclo, (IPPR) intervistando 1.000 persone (uomini e donne) di eta' compresa tra i 16 e i 60 anni.

Alla domanda: ''Sai che la plastica riciclata puo' essere riutilizzata anche al 100%?'' l' 82% delle casalinghe risponde affermativamente.

Ultimi della classe gli studenti, con appena il 51% di loro consapevoli di quanto la plastica sia reimpiegabile. Rispetto alla media nazionale, che si attesta al 75%, risulta, inoltre, che le donne sono piu' attive sia nel riciclaggio sia nell'essere piu' informate per quanto riguarda il post riciclo. La popolazione italiana appare, nel complesso, piuttosto virtuosa perche' circa l'85% dichiara di fare la raccolta differenziata, ma il primo dato della ricerca e' inequivocabile: gli italiani incespicano un po' sugli oggetti che si possono realizzare con plastica riciclata.

Nelle domande effettuate sono in pochi a sapere dell'esistenza di una vastita' di oggetti creati proprio a partire dal riciclo delle plastiche. I dati raccolti, inoltre, dimostrano come non sempre i 'ri-prodotti' noti ai piu' siano quelli piu' diffusi sul mercato. Dagli oggetti di design ai maglioni in pile, dai carrelli per la spesa ai giochi da giardino: questi sono solamente alcuni dei prodotti che vengono realizzati grazie al reimpiego della plastica. Appena il 46% degli intervistati conosce gli occhiali in plastica riciclata, cosi' come solo il 43% sa che esistono tessuti, come ad esempio il pile, completamente realizzati a partire dal riciclo delle classiche bottiglie in PET. Solamente il 31%, poi, e' al corrente dell'utilizzo dei polimeri riciclati per realizzare pavimentazioni.

Altre curiosita': gli oggetti piu' indicati sono stati, nell'ordine, i flaconi (75%), le sedie (74%) e i giochi da giardino (70%). Vera e propria sorpresa e' la classifica riguardante le professioni che hanno la maggior consapevolezza della seconda vita della plastica. Le casalinghe, con l'82%, conquistano il primo posto ex-aequo con gli impiegati. Al terzo posto, i liberi professionisti con l'80%, mentre la categoria 'altro' si attesta al quarto posto con il 79%. Ultimi appunto gli studenti, di cui appena il 51% sa della possibilita' di reimpiegare al 100% la plastica.

Altro dato su cui riflettere e' la conoscenza che si ha dei ri-prodotti. Le massaie, nonostante siano le piu' propense a riciclare, probabilmente perche' piu' attive nella vita della casa, sanno molto poco degli oggetti che si possono creare con la plastica riciclata, a differenza degli studenti, bistrattati dalla classifica generale ma capaci di rifarsi proprio su quest'ultimo dato. Difatti, insieme agli impiegati, sono gli unici ad avere una competenza piu' omogenea sui prodotti realizzati con la plastica da riciclo.

(ANSA). DIR

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