Ambiente: Ue, stop a fosfati in detersivi bucato e piatti

Ok 27 stati membri; 0,5 grammi a partire da giugno 2013. Dopo 25 anni la crociata contro i fosfati nei detersivi, iniziata sull'onda emotiva generata dal fenomeno della mucillagine in alto Adriatico, sembra essere giunta al round finale.

La Ue ha approvato nuovi limiti per questa sostanza, mettendo fine a un regime con molte differenze in cui i produttori italiani sono stati fra i più virtuosi. Il limite di fosforo nei detersivi per lavatrici, si legge nel regolamento emanato oggi, è stabilito a 0,5 grammi per un ciclo di lavaggio di un macchina standard, a partire dal 30 giugno del 2013.

Per le lavastoviglie, il limite è invece di 0,3 grammi in una dose standard, applicabile dal primo gennaio del 2017. La decisione era largamente attesa anche dai produttori, e non dovrebbe creare particolari problemi in Italia, dove già da tempo i limiti sono molto bassi: “Per i detersivi per lavatrice il nuovo limite è di poco più severo di quello che in Italia i produttori già rispettano - spiega Luciano Pizzato, presidente di Assocasa, l'associazione dei produttori – il regolamento riguarda più altre situazioni in Europa, dove i limiti non c'erano o erano molto più alti. Un discorso diverso riguarda invece i detersivi per lavastoviglie: per abbassarlo al livello richiesto dall'Ue sarà necessaria una vera e propria riformulazione. Per questo abbiamo chiesto, e ottenuto, che il nuovo limite scattasse dal 2017″.

Se la 'crociata' sui detersivi è vinta, avverte Legambiente, questo non risolve il problema di laghi e mari, che sono ancora alle prese con i problemi derivanti da fosfati e nitrati: ''Ovviamente limiti più stringenti come quelli adottati sono i benvenuti – spiega Stefano Ciafani, responsabile scientifico dell'associazione – ma il problema resta, perché i principali responsabili sono i fertilizzanti chimici usati in agricoltura, seguiti dagli scarichi fognari non depurati, e al terzo posto ci sono i detersivi”.

La battaglia sui fosfati, ricorda l'esperto, era iniziata a metà degli anni '80, quando il fenomeno della mucillagine nell' alto Adriatico aveva fatto puntare i riflettori sul problema dell'eutrofizzazione: “All'epoca fu un'alleanza inedita fra pescatori, operatori turistici e ambientalisti a far varare le prime leggi che imponevano una diminuzione del contenuto nei detersivi – ricorda Ciafani – da allora si sono fatti molti passi avanti ma il problema resta: la mucillagine non c'é più, ma è stata sostituita dalle nuove alghe provenienti dai mari più caldi che 'approfittano' della maggiore temperatura del Mediterraneo”. (ANSA)

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